La W. fallì per colpa dell’Amministrazione di Luigi Messina

Un’azienda di professionisti dal nome in codice W. è fallita nel Maggio del 2018 per colpa di questa amministrazione inetta. Vediamo i dettagli.

L’Ex amministratore delegato della W. ci racconta cosa è andato storto.

M8: Cosa era la W. ?

Amministratore Delegato: Era uno studio di consulenza informatica avveniristico aperto nel Dicembre del 2015 a Mascali soprattutto in questo territorio dall’economia morta per colpa degli sciacalli non visionari che si sono arricchiti, anche grazie all’uso spregiudicato di fare politica e sguazzare nella c.d. democrazia, negli anni 80.

M8: Ma cosa c’entra l’Amministrazione Messina?

Amministratore Delegato: C’entra, c’entra. Nel Gennaio del 2016 protocollammo una richiesta che mai fu vagliata dall’Amministrazione. Ci offrimmo di convertire tutti i sofware proprietari utilizzati dai computer della P.A. del Comune in software -liberi-, cioè assolutamente gratuiti.

M8: Quale sarebbe il grado di compatibilità nel trasferimento da un programma ad un altro?

Amministratore Delegato: Assolutamente tra il 90 ed il 99.9%. Tutte le macchine avrebbero girato sistema operativo Linux, probabilmente KDE Plasma dove è anche possibile l’emulazione di programmi Windows non disponibili per sistemi operativi Linux.

M8: Faccia una panoramica dei vantaggi.

Amministratore Delegato: Certo. Per cominciare la sicurezza e la privacy dei dati dei cittadini sarebbe stata rinforzata a livelli massimi. Le faccio un esempio: sappiamo di per certo che ancora nel Comune di Mascali ci sono computer che girano Windows XP, sistema operativo microsoft non più aggiornato da almeno 5 anni, quindi esposto ad una moltitudine di vulnerabilità, cioè come chiedere sicurezza e rifugio a qualcuno che è nudo in una radura in balia di vento, acqua e grandine.

Il Sindaco Luigi Messina nella sala consiliare del Comune di Mascali in una foto del 2017 con Windows XP.

Non solo. Adesso anche Windows 7 , successore di XP, sta per concludere la sua vita e questo esporrà i computer al Comune ad altri rischi, ma a loro , burocrati e politici, non importa della privacy e dei dati degli utenti o di rendere efficiente la pubblica amministrazione, loro hanno il posto fisso.
Inoltre oltre a pagare licenze per questi sistemi operativi a pagamento, il Comune paga anche moltissimi soldi per comprare software antivirus ed altri programmi che sono totalmente gratuiti sulla piattaforma Linux, e per concludere Linux è immune da un’altissima percentuale di malware ed altri software malevoli che mettono a repentaglio dati e lavoro della P.A. e dei cittadini.

M8: Ci vuole un corso per usare un Sistema Linux?

Amministratore Delegato: Assolutamente no. Il suo utilizzo Desktop è uguale a quello Windows, intuitivo, perfino minimalistico e soprattutto molto più sicuro come abbiamo visto, poichè immune dalla stragrande maggioranza di malware vecchio e nuovo.

M8: Perchè secondo lei non considerarono l’offerta?

Amministratore Delegato: Chiariamo che abbiamo chiesto di essere valutati tra tanti, anche se questi tanti in realtà non esistono poichè l’ordinario tecnico informatico di società privata tenderà sempre a consigliare e far operare su Windows.

M8: Come mai?

Amministratore Delegato: Ci guadagna un mucchio di soldi. Windows è soggetto a malfunzionamenti periodici causati da utilizzi sbagliati, errori del registro, malware, e un filesystem non performante, cioè per dirla in gergo “invecchia prima”. Quindi il tecnico Windows è in realtà un truffatore legalizzato dall’opulenza e della mediocrità di certi Amministratori Pubblici.

M8: Quali vantaggi avreste avuto?

Amministratore Delegato: Ci avrebbero chiamati altri Comuni, avremmo reso più efficiente e sicura la pubblica amministrazione facendo anche risparmiare un sacco di soldi e tempo ai cittadini, pensi che solo a Mascali potrebbero risparmiare qualcosa come 10000 Euro all’Anno, o qualcosa di più.

M8: E quindi siete falliti perchè non hanno vagliato questa possibilità?

Amministratore Delegato: Si. In un territorio come questo se hai delle capacità ma non hai l’appoggio politico sei destinato a raccattare solo miseria. Non intendo muovermi da questo territorio, quindi ho cambiato lavoro. Tra l’altro il tecnico che ripara i computer del Comune è un parente di un socio del Sindaco Luigi Messina, quindi veda lei che conflitto di interessi viene miseramente calpestato alla luce del sole.

M8: Cosa fa ora?

Amministratore Delegato: Sono agente immobiliare…

***

L’Amministrazione Messina non vagliando la richiesta della W. ha commesso un illecito.

Il Sindaco Luigi Messina si deve vergognare, lui e i suoi assessori al ramo.

Il Sindaco Luigi Messina si deve vergognare, lui e i suoi assessori al ramo violano gli obblighi della legge italiana, ed al momento sono impuniti.

Li denunceremo nelle sedi opportune.

La legge non è un optional.

V-e-r-g-o-g-n-a-t-e-v-i

 

L’art. 68 CAD, così come modificato dal Decreto sull’Agenda Digitale, dispone che le Amministrazioni dovessero procedere ad acquisire i software necessari allo svolgimento della propria attività, dopo aver effettuato – secondo modalità e criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale – una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le differenti soluzioni disponibili (software sviluppato per conto della PA, riuso, software libero, cloud computing, software proprietario).

Il legislatore, infatti, dispone che “ove dalla valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamente l’impossibilità di accedere a soluzioni già disponibili all’interno della pubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, è consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso.

Per l’approvvigionamento del software gli Enti devono:

1. Definire le proprie esigenze, identificando i requisiti (funzionali e non) dei programmi da acquisire;

2. Ricercare le soluzioni;

3. Confrontare le soluzioni “eleggibili”.

Nell’ambito di tale processo, è richiesto alle Amministrazioni di preparare una vera e propria griglia di valutazione sulla base dei criteri di valutazione definiti dal legislatore (costo, livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard, garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza, conformità alla normativa in materia di protezione dei dati personali, livelli di servizio).

Dopo aver assegnato, alle diverse soluzioni confrontate, un punteggio su ciascuno dei criteri di valutazione, l’Amministrazione potrà determinare il risultato complessivo della valutazione.

Tuttavia, nel documento, è espressamente previsto (al punto 3.3.9) che nel caso in cui – all’esito della valutazione comparativa – superino la soglia minima di accettabilità più soluzioni alternative, di cui una o più nelle categorie “software libero o a sorgente aperto” e/o “software in riuso“, queste ultime dovranno essere preferite a soluzioni proprietarie, salvo che l’Amministrazione non ne motivi l’impossibilità.

Wikipedia:

La pubblica amministrazione italiana è tenuta per legge a preferire software libero e/o a codice sorgente aperto, valutando i possibili benefici derivanti dall’azione di formati aperti, come si può evincere dall’emanazione di direttive volte a sensibilizzare gli enti in questa direzione.

La direttiva Stanca del 2000, in cui si richiede esplicitamente l’adozione di soluzioni informatiche in grado di gestire almeno un formato aperto. Il DigitPA, l’ente governativo che si occupa di supportare le amministrazioni nell’utilizzo efficace dell’informatica, gestisce un Osservatorio Open Source destinato ad analizzare e promuovere l’uso e la diffusione di codice a sorgente aperto. L’Osservatorio Open Source del CNIPA ha realizzato una rilevazione continua[1] sull’uso del software open source presso le pubbliche amministrazioni italiane; tale strumento – in continua evoluzione – ha lo scopo di raccogliere e diffondere i casi di adozione e le best practices relative all’uso delle tecnologie open in ambito istituzionale[2]. Inoltre, è anche attivo un Ambiente di Sviluppo Cooperativo[3] per permettere lo sviluppo (nella tipica modalità “aperta” delle community) di applicativi e componenti open source per la Pubblica Amministrazione.

Il Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, Decreto Sviluppo (in supplemento ordinario n. 129/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 147 del 26 giugno 2012), coordinato con la legge di conversione 7 agosto 2012, n. 134 recante: «Misure urgenti per la crescita del Paese.». (GU n. 187 dell’11-8-2012 – Suppl. Ordinario n.171) ha modificato in maniera sostanziale l’art. 68 del CAD, Codice dell’amministrazione digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e sue successive modifiche ed integrazioni).

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