Non gliene bastava una. Allora abbiamo proceduto con una seconda. Se nemmeno si rispetta la legge degli uomini, la legge di Stato, il buon senso, allora come si può accettare e rispettare la legge del Dio Cristiano?

Per la sua insolenza, cieca stupidità, e malafede, il Parroco sappia che OGGI è stato denunciato per la seconda volta.

Una denuncia oggi, una denuncia domani, prima o poi la finirà con le sue vergognose azioni.
Quello che lui conduce a discapito della salute pubblica è una VERGOGNA.

Voglia Iddio che non esista , e quindi non sia trovata, nessuna complicità delle famiglie più abbienti di Mascali nel gestire la beneficienza, i fondi caritatevoli, come in una sorta di piccolo Piano Marshall, cioè come la D.C. soleva fare nel Sud per raccattare voti.

Usanza, che i Magistrati conosceranno e distingueranno benissimo, essendo stata la causa del c.d. e famigerato Voto di scambio popolare, il c.d. pacco di pasta per un voto, che ha per anni tramutato l’intero Meridione in un vile serbatoio di voti per la D.C., e partiti affini, e che al contempo, attraverso l’opera apolitica del Mafioso Giulio Andreotti, alimentava e accresceva il Potere della Mafia nel Sud, un connubio che è stato duro a spezzarsi,
CHE HA FATTO CENTINAIA DI MORTI ECCELLENTI PROPRIO QUI IN SICILIA, e ancora sottilmente perdura GRAZIE AI COMPORTAMENTI VERGOGNOSI DI CERTE FAMIGLIE IN TUTTO IL SUD, Mascali e frazioni comprese.

Sapete,
non si onora Falcone e Borsellino con INUTILI CELEBRAZIONI, come ha fatto quell’ipocrita nullità di A.Cardillo intitolando loro la nostra sala consiliare, MA SI FA CON LE VERE AZIONI SUL CAMPO CONTRO L’ILLEGALITA’ DIFFUSA, e MINARE LA SALUTE DEI CITTADINI E’ ILLEGALE.

Continueremo a denunciarlo ad oltranza.

Comunque, lui è denunciato, e per la seconda volta.

Possa Iddio perdonarlo per il male che lui stesso e i suoi accoliti di favore hanno compiuto e stanno continuando a compiere a danno della salute pubblica finchè la lunga mano della Giustizia terrena e divina non li afferrerà una volta per tutte.

Ecco il testo della denuncia:

Oggetto: Inquinamento Acustico Prolungato , Violazione del Codice Penale.
*
Ci fu un tempo in cui le campane delle chiese svolgevano funzioni utili, segnando il tempo, ad esempio segnalavano il mezzodì ai contadini che così potevano metter via la zappa e rifocillarsi in un pranzo frugale, o il rintocco prolungato e continuo delle campane segnalava il pericolo imminente di un attacco di musulmani invasori, o altri nemici della cristianita’. Oggi invece il suono smodato delle campane nelle prime ore mattutine, e soprattutto nei giorni non feriali e nelle festivita’ e’ un mero capriccio, e’ un inutile insulto alla quiete delle persone che abitano nel centro urbano o intorno al campanile. Non vediamo perche’ i rintocchi continui e prolungati a festa debbano disturbare il sonno delle persone , bambini, anziani, malati, adulti, persone insonni, persone stanche dopo un’ intensa settimana lavorativa, e non altre. Perche’ ?
Allora ci siamo rivolti alla Legge per per avere Giustizia contro quella che a tutti gli effetti E’ UNA VERGOGNA gratuita.
A Mascali il prete suona le campane ogni Domenica e festivi dalle ore 6:40 AM in poi con rintocchi a festa ogni 10 minuti, e tutto questo fino alle 8:30 AM ed oltre.
Non solo. Senza Autorizzazione usa gli speaker per trasmettere la funzione religiosa fuori dall’interno della Chiesa contravvenendo alle norme basilari di eticità e civiltà in uno Stato Occidentale Moderno.
Il fatot che sia prete non lo esenta dal presentare ed avere accolta o meno un’autorizzazione specifica dalle autorità comunali preposte.
L’Inquinamento acustico , nella fattispecie i Rintocchi di campane, configura un danno biologico e il relativo risarcimento morale e alla vita di relazione, nei casi in cui le campane di una parrocchia suonano più volte al giorno, con rintocchi troppo rumorosi, compromettendo la salute. Nella specie, è stato condannato il prevosto (in qualità di legale rappresentante) di una chiesa del comune di Lavagna al risarcimento di 60 mila euro a favore di un’insegnante in pensione. TRIBUNALE DI CHIAVARI, 9 agosto 2008, sentenza n. 373
La Giurisprudenza parla chiaro: la contravvenzione di cui al 1° comma dell’art. 659 c.p. sussiste allorché i lamentati rumori abbiano una certa attitudine a propagarsi ed eccedano la normale tollerabilità, valutata sulla base del criterio della sensibilità media delle persone che vivono nel luogo ove i rumori sono percepiti. Si veda, in tal senso, Cass., sez. I, 4 aprile 2001; Cass. 23 aprile 1998, Masiero; Pret. Siracusa 24 marzo 1998; Cass. 15 luglio 1997, Nidoli; Cass. 6 marzo 1997, Sevarin; Cass. 21 gennaio 1997, Puiatti; Cass. 4 luglio 1996; Cass. 28 giugno 1996, Tarsi, (la quale tra l’altro precisa che per «riposo» non deve intendersi esclusivamente il sonno notturno, ma anche una pausa realizzabile in ore diurne); Cass. 6 novembre 1995; Cass. 19 ottobre 1993, Pivetti; Pret. Cagliari-Guspini 27 luglio 1993 (fattispecie: orologio di un campanile di una chiesa i cui rintocchi possono integrare la contravvenzione di cui all’art. 659 c.p. ove superino la normale tollerabilità); Cass. 17 giugno 1993, Solari; Pret. Avellino 19 gennaio 1990, (fattispecie: uso di campane ed altri strumenti sonori da parte di un ministro di culto cattolico, i cui suoni non eccedevano la normale tollerabilità); Cass. 9 giugno 1989, Bianchini; Pret. Brunico 14 marzo 1989, (secondo cui il motore diesel di una vettura lasciato a lungo acceso alle prime ore del mattino per farlo riscaldare, provoca un rumore martellante e di considerevole intensità sufficiente a disturbare chi dorme nelle vicinanze). Invece, riguardo alla prova del superamento dei limiti di normale tollerabilità e, in particolare, sulla possibilità per il giudice di fondare il proprio convincimento anche attraverso strumenti diversi dalle perizie fonometriche vi sono pronunzie estremamente significative si veda: Cass. 28 giugno 1996, Tarsi; Cass., 27 maggio 1996, Fontana; Cass., 7 aprile 1995, Silvestro; Cass., 23 febbraio 1994, Floris (fattispecie: orologio campanario in funzione di giorno e di notte ogni quarto d’ora). Giud. G. MARIANI – Imp. VIVIANO. TRIBUNALE di TORTONA, 7 maggio 2004, sentenza n. 84
QUIETE E INCOLUMITA’ DELLE PERSONE NEI LUOGHI DI PUBBLICO TRANSITO O NELLE ABITAZIONI: Codice procedura penale (1988) art. 321 Codice penale art. 659 LS 26 ottobre 1995 n. 447 l. La normativa sull’inquinamento acustico di cui alla l. n. 447 del 1995 non ha abrogato la norma di cui all’art. 659, comma 1, c.p., in quanto la legge speciale ha inteso fissare un limite di rumorosita’, al fine di tutelare la salute della collettivita’, la cui inosservanza integra la violazione amministrativa sanzionata dalla stessa legge, senza che con cio’ automaticamente venga integrata l’ipotesi contravvenzionale prevista dal codice penale, per la cui sussistenza occorre che, nel concreto, l’uso di strumenti rumorosi sia tale da recare un effettivo disturbo al riposo o alle occupazioni delle persone, alla luce di tutte le circostanze del caso specifico. Ne consegue che il rumore prodotto dal suono delle campane di una chiesa, mentre al di fuori del collegamento con funzioni liturgiche puo’ dar luogo al reato previsto dall’art. 659 c.p. non diversamente da quello prodotto da qualsiasi altro strumento sonoro, nell’ambito delle funzioni liturgiche – la cui regolamentazione, nel vigente diritto concordatario, e’ riconosciuta alla Chiesa cattolica – integra il predetto reato solo in presenza di circostanze di fatto che comportino il superamento della soglia della normale tollerabilita’ e in assenza di specifiche disposizioni emanate dall’autorita’ ecclesiastica intese a recepire tradizioni e consuetudini atte a meglio identificare, in relazione alla non continuita’ del suono e al suo collegamento con particolari “momenti forti” della vita della Chiesa, il limite della normale tollerabilita’. (Fattispecie relativa a sequestro preventivo delle campane, ritenuto legittimo dalla S.C. sul rilievo che detto provvedimento cautelare si basava sul semplice “fumus” del reato, supportato da indizi che non necessariamente devono essere gravi). Cassazione penale sez. I, 23 aprile 1998, n. 2316
Quindi e’ reato penale.
Non si scherza con il codice, ma soprattutto non si scherza con la salute dei cittadini.
Anche perche’ , ripetiamo, non capiamo perche’ debbano essere penalizzati quelli che abitano intorno ai campanili e non quelli che abitano piu’ distanti.
Più volte ho avvisato il parroco di questo suo comportamento estremamente scorretto, e ho ricevuto insulti ed umiliazioni perpetrati anche dai suoi seguaci, famiglie abbienti che gestiscono per suo conto caritas e croce rossa e distribuiscono alimenti alle famiglie meno abbienti facendo trovare queste ultime in una situazione di bisogno pro-tempore e che quindi SICURAMENTE ricambiano con voti utili alle varie elezioni, anche questo è voto di scambio.
Dico questo perchè la comunità mascalese , come anche si evince dalla sua triste storia, è stata sempre pervasa dal ricatto morale che culmina nel voto di scambio portando al potere gente senza scrupoli i cui interessi non sono certo al servizio della collettività ma solo personali, o meglio lobbistici, per non dire mafiosi.
Quando in uno Stato, o Città, non avvengono controlli, non avvengono sanzioni, tutti i cittadini sono portati a pensare che la legge sia un optional, e quindi che si può fare a meno di rispettarla.
Mi auguro che denunciando tale attività scorretta e oltremodo psicopatica di un individuo ipocrita come questo parroco che predica l’Amore e la Pace ma poi inquina e causa danni alla salute pubblica venga immediatamente sanzionata e che questo sia di esempio a chi gestisce la beneficienza pubblica per usarla non per fini personali e politici che certamente hanno poco a che fare con il reale bene dei cittadini.

Ora il Parrino può baciare la sua croce…

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