Jihad et J’Accuse : Aisha Romano, Patricia Hearst, La Vedova Bianca, il Generale Carlo Jean

Quelli che conoscono la storia di Patricia Hearst capiranno subito quello che seguirà.
Silvia Romano, Aisha Romano , non è da escludere, che aiuterà in un futuro prossimo i terroristi.
Il J’Accuse contro il Governo e il dubbio sulla ragazza provengono anche da una delle nostre massime fonti ed eccellenze della Difesa: il Generale Carlo Jean.

Colgo anche quest’occasione per dire a quei pagliacci che spargono un video falso di una “Silvia Romano nuda al parco“, di finirla. Siete dei mentecatti, non valete nulla, siete il marciume liquido di questa terra desolata.

Patricia Hearst era ricca, studiava all’Università, fu rapita, fu pagato un riscatto, diventò una terrorista con ruoli attivi in rapine e attentati.

E non dimentichiamoci della vedova bianca, Samantha Lewthwaite,

un’altra occidentale convertita ed ora una delle terroriste più ricercate al mondo con link stretti proprio ad Al Shaabab.

Questa gente ancora mantiene sotto ricatto Aisha Romano: Se non li aiuterà loro uccideranno bambini, ragazze, donne, che lei conosce, e conosce bene.

Voi neanche avete l’idea dei legami, delle connessioni, che si instaurano tra un rapito ed i suoi carcerieri.

Aiutarli a “casa loro” ha un costo, altissimo.

La Serie Homeland segue le gesta di un Militare Americano rapito in Iraq durante la Guerra, ritrovato tempo dopo, ma convertito in segreto all’Islam e disposto ad aiutare i terroristi.

Comunque, l’Intervista Integrale al Generale Carlo Jean, uno dei massimi esperti della Difesa, uno che di Somalia e terrorismo islamico sa molte cose.

Il J’Accuse pesante quanto 5 Lune sul Governo.

«Conte e Di Maio sono stati due pagliacci. Indegni di rappresentarci».
Chi lancia queste accuse gravissime dopo aver visto la «miserabile passerella» di Ciampino
non è un quisque de populo spuntato dai bassifondi di Internet e protetto dall’anonimato.
È un uomo delle istituzioni, un servitore dello Stato abituato a pesare le parole prima di pronunciarle:
il generale Carlo Jean.
Curriculum stellare, il suo: 83 anni, incarichi di altissimo prestigio nell’esercito italiano e nella Nato, medaglie e onorificenze che non si contano. È stato direttore del Centro militare di studi strategici, consigliere militare di Francesco Cossiga al Quirinale, presidente del Centro alti studi per la Difesa.
Dalla sua cattedra universitaria ha insegnato a generazioni di diplomatici cosa sono gli Studi Strategici, è autore di decine di libri e di un numero imprecisato di saggi sulla geopolitica e la geoeconomia.
È uno dei maggiori esperti italiani in materia di jihad e terrorismo internazionale.
Ne ha viste tante, tenendo per sé i giudizi più aspri.
Stavolta, no.
Ha appena scritto un articolo su Start Magazine, rivista online diretta da Michele Arnese. Ne ha per tutti. Per chi se la prende con Silvia Romano, tra poco vedremo perché. E soprattutto per chi, nel governo, ha fatto il gioco dei terroristi.
Critica «il nostro ineffabile ministro degli Esteri», Luigi Di Maio, il quale ha negato che vi sia stato il pagamento di un riscatto «con la stessa “faccia di tolla” con cui smentiva di sapere che l’azienda di cui possiede il 50% avesse lavoratori in nero».
Però è la facilità con cui Di Maio e Giuseppe Conte si sono prestati alla propaganda dei macellai di Al Shabaab ciò che lo indigna di più.
«Ho studiato abbastanza il terrorismo per sapere quanto sia efficiente nelle sue comunicazioni comunicazioni e nello sfruttare ogni occasione favorevole e quanto curi i particolari», scrive Jean. È convinto che i due esponenti del governo fossero consapevoli di ciò che avrebbero potuto scatenare.
Ma che abbiano deciso di fregarsene, «per amore della passerella» e per la smania di «celebrare la gloria del governo».
Secondo lui, «con ogni probabilità Silvia Romano è stata liberata non solo con riscatto, ma anche sotto
ricatto
.


Se non si fosse comportata come detto dai suoi carcerieri, essi avrebbero giustiziato qualche ostaggio,
suo compagno di prigionia
. Questo spiega anche perché i droni Usa schierati nel Corno d’Africa non abbiano bombardato per rappresaglia il villaggio in cui si trovava, tanto per dire ad al Shabaab di non “scherzare” troppo».
E spiega pure perché nei confronti della ragazza debbano essere usati «il massimo rispetto e comprensione».
Cosa che non si può fare, invece, «nei confronti dei “pagliacci”, che indegnamente ci rappresentano e che hanno scelto di esibirsi nella sceneggiata di Ciampino, non curanti del danno che facevano a tutti noi». Raggiunto al telefono il generale conferma tutto.
E aggiunge altro.
«Sì, Conte e di Maio sono stati due pagliacci. Ciò che hanno fatto è una follia. Una persona vestita da jihadista in mezzo al capo del governo e al ministro degli Esteri di un Paese che fa parte del G7: quando mai si è vista una cosa simile? Infatti le reti dei jihadisti non fanno che mostrare quella scena».
Salva solo un ministro: quello che non c’era. «Tanto di cappello al senso dell’onore e della dignità del
ministro della Difesa Guerini, che ha rifiutato di partecipare a tale indegna sceneggiata “borbonica”.
Sapeva bene quanto male essa facesse al prestigio internazionale dell’Italia».

Si la ragazza per ora va rispettata. Ma va tenuta sotto controllo per qualche decade.

Il Governo invece indegnamente rappresentato da questi due partiti di “scappati di casa” e “sindacati dei banchieri” deve invece andarsene, perchè DISTRUGGONO L’IMMAGINE DELL’ITALIA IN PATRIA E ALL’ESTERO.

Farabutti.

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