Arrestato il Procuratore Carlo Maria Capristo, Amico della Presidente M.E.A.Casellati

Oltre alla doppia vergogna e alla doppia condanna che un corrotto di alto profilo come Capristo dovrebbe subire, c’e’ da considerare la sua “amica”, il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, una delle più grandi vergogne del XXI° Secolo nelle nostre Istituzioni.

La Stampa:

POTENZA. Il procuratore di Taranto, il barese Carlo Maria Capristo, è agli arresti domiciliari da questa mattina insieme ad altre quattro persone per induzione indebita e truffa aggravata. L’ordine di arresto è partito dalla Procura di Potenza, competente per i reati commessi dai magistrati in servizio nel capoluogo ionico.

Gli episodi contestati risalgono all’epoca in cui Capristo era procuratore capo a Trani. Oltre a lui la custodia cautelare è scattata anche nei confronti di un ispettore di polizia, Michele Scivittaro, e tre imprenditori attivi in provincia di Bari, i fratelli Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. Furono proprio questi ultimi, secondo la pubblica accusa, ad approfittare dell’amicizia con Capristo per fare pressioni su una giovane pm, Silvia Curione, per convincerla ad «aggiustare» le indagini a loro favore.

Nell’inchiesta risulta indagato anche l’attuale procuratore di Trani, Antonino Di Maio, per abuso d’ufficio e favoreggiamento. La procura di Potenza sospetta che Di Maio non verificò il coinvolgimento del procuratore di Taranto dopo aver ricevuto dalla giovane pm una relazione di servizio della giovane pm in ordine alle pressioni ricevute dall’ispettore Scivittaro «per conto di Capristo».

Secondo quanto ricostruito dai magistrati di Potenza i tre imprenditori avrebbero approfittato del loro legame con Capristo per indurre la giovane pm a perseguire una persona che loro stessi avevano infondatamente denunciato per usura. In questo modo i tre fratelli avrebbero ottenuto vantaggi economici e benefici conseguenti allo status di vittime di usura. La giovane pm si oppose, denunciando anzi i tre fratelli e avviando così l’indagine che ha portato agli arresti di oggi.

Capristo e Scivittaro sono inoltre accusati di truffa aggravata per aver «falsificato» la documentazione attestante la presenza lavorativa dell’ispettore di polizia alla procura di Taranto. Il procuratore avrebbe controfirmato le presenza del poliziotto e i suoi straordinari in realtà mai avvenuti.

Quello di oggi, peraltro, è il secondo incidente giudiziario per Carlo Maria Capristo, che in passato è stato indagato per abuso d’ufficio dai magistrati di Messina nell’inchiesta sul «sistema Siracusa». Anche quel caso si riferisce al periodo in cui Capristo guidava la Procura di Trani. Si trattava di una presunta organizzazione che avrebbe pilotato le scelte del Consiglio di Stato è che avrebbe anche «aggiustato» le richieste avanzate da magistrati e politici.

*

Nelle intercettazioni il presunto infame Procuratore C.M.Capristo citava numerose volte la Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati (gradirebbe allungarsi il cognome un altro pò? n.d.R.) come “amica” sua, e della sua lobby giudiziaria presuntamente corrotta ed infedele.
Infatti nelle carte dell’inchiesta emerge chiaramente il suo legame con Maria Elisabetta Alberti Casellati, la presidentona del Senato, anche se al momento non risulterebbe indagata nell’inchiesta della Procura di Potenza, ma nelle carte il suo nome è citato ben sei volte.

Una vergogna.

Ma Maria Elisabetta Alberti Casellati, oltre alla sua bruttezza di donna, alla sua misera conoscenza culturale, al suo pessimo gusto nell’abbigliamento, non è nuova ad amicizie alquanto scabrose.

Già era stata fotografata in compagnia di uno stupratore già condannato per questo reato.

La Presidente, la Presidentona….

e bruttona…

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