USA : La Rivolta di Minneapolis e la Guerra contro Twitter

Pochi aggiornamenti in questi giorni perchè siamo molto impegnati altrove seguendo gli sviluppi della Guerra contro i Censuratori di Twitter, anzi contro la Stasi di Twitter, il KGB, forze oscurantiste che il Presidente Donald J Trump sta ora respingendo, e poi c’e’ Minneapolis…

Il Presidente Donald J Trump ha avvertito i teppisti neri e gli Antifa (qua li chiamano black block) di Minneapolis che non tollererà altra violenza per le strade in quel posto.

Twitter in una nota a margine HA DETERMINATO che il Tweet del Presidente degli Stati Uniti Trump GLORIFICA LA VIOLENZA ma… Ma decide di lasciarlo in quanto potrebbe essere di interesse pubblico…

Cioè loro decidono che “glorifica” la violenza ma decidono anche che può andare bene E LO SCRIVONO A MARGINE, se si vuole vedere il Tweet bisogna accettare LE LORO CONDIZIONI.

Come si farebbe un ostaggio. Solo che qui lo fanno con la Libertà di Parola.

QUESTA ERA LA STASI CHE CONTROLLAVA SE QUELLO CHE SI SCRIVEVA ERA CONFORME ALL’IDEOLOGIA DEL PARTITO.

Questi tweet sono arrivati ore dopo che Trump ha firmato un ordine esecutivo contro i social media, in risposta a Twitter aggiungendo un messaggio ai suoi tweet – ma Twitter è andato avanti e ha aggiunto un messaggio a questo tweet!

Questo Tweet ha violato le Regole di Twitter sulla glorificazione della violenza. Tuttavia, Twitter ha stabilito che potrebbe essere nell’interesse del pubblico che il Tweet rimanga accessibile”, dice l’avviso …

Stanno dicendo che pensano che il tweet glorifichi la violenza e stanno anche sottintendendo che viene lasciato online per loro bontà..

Un avvertimento stile Sovietico.

Twitter protegge i lettori dalle parole del Presidente degli Stati Uniti. Come farebbe la Madre Russia con i suoi compagni.

Ma chi protegge i lettori di Twitter da quelli che glorificano con l’hashtag #BlackLivesMatter gli Assalti ai supermercati, gli incendi ai negozi, alle auto, ai camion, ai palazzi.?..

Minneapolis non sembra diversa da Mogadisho oggi. Wow, sembra l’Inferno, e questi sono solo alcuni dei moltissimi video che abbiamo potuto osservare.

E a Twitter arriva finalmente la stoccata…


Repubblica.it:

La tesi di Trump è che questi social hanno un’agenda politica progressista, che il loro ruolo di moderatori non è neutrale, anzi nelle sue parole “fanno dell’attivismo”. Nell’annunciare la firma del decreto ha aggiunto che sarebbe pronto a chiudere il proprio account su Twitter. Quest’ultima minaccia è forse più inquietante – se fosse vera – per il social media che dall’uso quotidiano del Presidente degli Stati Uniti ha ricavato un aumento di audience e una pubblicità notevole. Trump ha detto che la sua mossa serve a “difendere la libertà di parola contro uno dei più grandi pericoli“.

*

Fine della loro Immunità di beceri censuratori stalinisti.

So che molti dei nostri lettori qui sanno usare solo quella porcata di facebook, quelli più intelligenti che stanno su Twitter e capiscono al volo cosa voglio dire.

🙂

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