Rapporto dell’ANAC : Funzionari Venduti per 50 Euro, Epidemia delle Istituzioni

Il rapporto dell’ANAC sulla corruzione nelle istituzioni pubbliche rappresentative è impietoso. Da tempo anche noi in questo sito abbiamo lanciato l’allarme. Un allarme non si quanto considerato dal Supremo Organo di Vigilanza, ossia la Magistratura.

Mentre scugnizzi e scassapagliari vengono arrestati a iosa, con qualche capo decina là in mezzo, e vengono trovati documenti che corroborano la certezza che vi sia uno scambio voti-favori tra Mafia e Politica, decine di centinaia di amministratori e burocrati pubblici sono lasciati agire indisturbati, all’apparenza o meno, nell’approfittare indiscriminatamente delle casse pubbliche, dei forzieri con i dobloni d’oro su cui consumare la loro malattia di avidità e rassegnazione al male imperante.

Il rapporto dell’ANAC è uno sguardo impietoso su tutti quei funzionari venduti per misere 50 euro, su tutti quei circuiti da terzo mondo che come metastasi si sono installati e instaurati nel tessuto socio-economico, socio-amministrativo, socio-burocratico, della nostra sociopatica società.

Io dico che nella scala delle priorità le inchieste e le investigazioni sui colletti bianchi e sporchi devono essere considerate PRIMARIE e non secondarie, così per come avviene a Catania, dove l’intreccio tra marxisti-progressisti e salotti buoni è così avvelenato da consumare anche la mente di chi pensa a questi grovigli tessuti da ragni che sgusciolano via su per la schiena e spina dorsale della società come accarezzando e riempiendo di baci folli fin su per il collo in una stretta e spirale da disequilibrata vertigine e soffocamento.

IlFattoQuotidiano:

Mazzette che nella pubblica amministrazione a volte arrivano al massimo a 50 euro. Ed è anche per questo che ormai le mafie fanno sempre più uso nella corruzione per i rapporti con il pubblico: un fenomento che in tempi di emergenza coronavirus porta a effetti devastanti. Sono due gli aspetti fondamentali sottolineati dalla relazione annuale dell’Autorità nazionale anticorruzione, presentata al Parlamento. Un rapporto che arriva durante l’emergenza coronavirus: “Abbassare la guardia e alimentare la percezione generale che il problema della corruzione non sia poi così rilevante, soprattutto in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo, sarebbe un grave errore e un arretramento rispetto agli importanti passi avanti compiuti”, scrive Francesco Merloni, presidente dell’Anac ad interim dopo l’addio di Raffaele Cantone e in attesa della nomina di un successore da parte del Parlamento.

FRANCESCO MERLONI ANAC

Dietro consensi di facciata – ha detto il presidente facente funzioni – abbiamo registrato resistenze, spesso silenziose e tenaci, accompagnate da tentativi di dipingere l’Autorità per quello che non è mai stata e si è sempre sforzata di non essere, come un intralcio o un produttore di nuovi vincoli, solo perché presente e attiva. Le resistenze restano. Né si può immaginare un cambiamento immediato della cultura amministrativa”.

Funzionari corrotti anche con un abbacchio” – Il primo allarme lanciato dal numero uno di Anac è indirizzato alla pubblica amministrazione. “Il fenomeno corruttivo è piuttosto polverizzato e multiforme, e coinvolge quasi tutte le aree territoriali del Paese. Il valore della tangente è di frequente molto basso e assume sempre di più forme diverse dalla classica dazione di denaro, come l’assunzione di amici e parenti. Desta particolare allarme il fatto che la funzione pubblica sia venduta per molto poco, 2.000 o 3.000 euro, a volte anche per soli 50 o 100 euro“, scrive Merloni. Il punto della corruzione nella pubblica amministrazione è particolarmente dettagliato nel rapporto. “Tra le contropartite più singolari – si legge -, figurano ristrutturazioni edilizie, riparazioni, trasporto mobili, pasti, pernottamenti e buoni benzina. Pensate che in un caso segnalato quest’anno, in cambio di un’informazione riservata è stato persino offerto un abbacchio“.

“Funzionari sotto inchiesta? Spostati solo dopo segnalazioni Anac” – Il bello è che spesso la rotazione nei confronti del dipendente coinvolto in procedimenti penali o disciplinari per casi di corruzione non sempre avviene su iniziativa delle amministrazioni, ma solo dopo l’intervento dell’Anac. “Nel 2019 – si legge sempre nel rapporto – l’Anac ha destinato particolari sforzi per verificare la corretta applicazione della rotazione straordinaria nei confronti del personale coinvolto in procedimenti penali o nei cui confronti sia stato avviato un procedimento disciplinare per condotte di natura corruttiva. In particolare, l’Autorità ha effettuato 85 procedimenti di vigilanza sulla corretta applicazione della rotazione straordinaria. L’attività ha evidenziato le criticità già rilevate in passato. In particolare, la circostanza che le amministrazioni, avuta formale notizia di procedimenti penali di natura corruttiva, non sempre procedono alla rotazione assegnando il dipendente ad altro ufficio o servizio come prevede la legge. In casi frequenti, infatti, la rotazione è stata attivata solo successivamente all’impulso dell’autorità”, si legge nella relazione.

Mafie e tangenti, durante l’emergenza effetti devastanti” – Sull’altro fronte, quello delle mafie, il report sottolinea come il trend del fenomeno corruttivo “è in continuo aumento. Nel 2019 sono stati comunicati 633 provvedimenti di interdittiva Antimafia, contro i 573 del 2018, il 10% in più, e dal 2015 siamo circa a 2.600. Il dato è molto preoccupante perché le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi per raggiungere i loro scopi, approfittando anche delle situazioni emergenziali come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi”.

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