La Messa Nera : Considerazioni sulle Trattative Stato Mafia

Partendo dalle considerazioni dei fatti, ed un fatto acclarato è che la Trattativa Stato-Mafia vi fu, possiamo analizzarne le peculiarità, confrontandola con le Trattative Stato-Mafia avvenute in altre Nazioni.

Per quello che sappiamo la Trattativa Stato-Mafia avvenne e fu lo Stato a cercarla.

Wikipedia:

Il 23 maggio 1992 avvenne la strage di Capaci, in cui viene ucciso Giovanni Falcone. Qualche giorno dopo, il colonnello Mario Mori e il capitano Giuseppe De Donno incontrarono l’ex sindaco Vito Ciancimino per cercare di stabilire un contatto con il boss Salvatore Riina. Infatti Riina disse a Giovanni Brusca: «Si sono fatti sotto. Gli ho presentato un papello così grande di richieste», ordinandogli di bloccare la sua “trattativa” con il maresciallo Tempesta[57].

In quello stesso periodo il capitano De Donno, come egli stesso ha dichiarato[64], incontrò Liliana Ferraro, direttore del Ministero di Grazia e Giustizia, e le parlò dei contatti con Ciancimino. Liliana Ferraro avrebbe riferito al suo diretto superiore, Claudio Martelli[65], all’epoca Ministro di grazia e giustizia, il quale chiese all’allora Ministro dell’interno Nicola Mancino come fosse possibile che alcuni uomini del ROS avessero preso l’iniziativa di usare Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo, legato al Clan dei Corleonesi, per contattare i boss mafiosi[66], scavalcando la DIA, che era istituzionalmente competente per qualsiasi azione contro la mafia.

Riassumendo lo Stato Italiano scese a patti con il Super Boss e Super Animale Totò Riina, o Mafia in generale,

in cambio della fine della strategia stragista lo Stato, o una task force di personalità di alto profilo istituzionale, si sarebbe fatta garante progressivamente e nel tempo ad ammorbidire le condizioni e le situazioni dei mafiosi non pentiti e condannati, specialmente quelli detenuti nei c.d. carceri duri, o supercarceri con restrizioni individuali molto pesanti.

Vi sono state in altre Nazioni altre Trattative tra uno Stato sovrano e una Organizzazione criminale nella Storia recente?

Almeno una è avvenuta negli Stati Uniti con caratteristiche alquanto differenti ma ci sono note di fondo che suonano parallele in queste due vicende storiche di Legge e Giustizia, perchè non sempre il rispetto di una Legge è Giustizia ma sicuramente il non rispetto della Legge in senso lato è sempre un’ingiustizia.

Sul finire degli anni 60 in America le Mafie dell’East Coast crebbero nei loro ruoli e nelle loro diramazioni sociali con ovvi risvolti etnici come appartenenza ad un gruppo specifico e delimitato.

Gli Stati Federali dovettero affrontare la nascita e lo sviluppo delle bande criminali della strada, o gang, e le famiglie mafiose Italo-Americane, cresciute a dismisura dopo l’opera di pulizia avviata dai primi degli Anni 20 fino al 1932 circa dall’ultimo vero Prefetto e uomo d’Onore nella Sicilia: Sua Eccellenza Cesare Mori.
Sebbene racconterò le gesta di quest’illustrissimo ed integerrimo Servitore dello Stato un’altra volta, mi soffermo brevemente sul fatto che Sua Signoria il Prefetto doveva non mandare al confino o all’espatrio quei mafiosi ma semplicemente condannarli a morte chiedendo di inserire questa norma nelle leggi speciali che gli furono allora concesse da quel gran coglione.

Comunque, tra le gang criminali di Boston nel Massachusetts che crebbero maggiormente in quegli anni vi fu la gang dei Winter Hill (La Collina d’Inverno) di origine Irlandese, irlandesi tosti bastardi e spietati.
Uomini all’interno dell’F.B.I. pensarono di sfruttare la conoscenza di uno dei loro top agenti con il capo della Winter Hill, cioè James Joseph “Whitey” Burglar,

un vero figlio di puttana, al fine di stringere una collaborazione qui pro quo e così essere aiutati ad incastrare la più grande famiglia mafiosa di Boston, gli Angiulo.

Whitey seppur odiasse gli informatori e più volte fu lui stesso l’esecutore materiale di omicidi che coinvolsero quelli che avevano osato parlare, accettò la proposta ma in cambio volle protezione nei suoi affari criminali, dallo spaccio di droga, alla prostituzione, dal gioco illegale alla vendita di armi.

L’Agente Speciale dell’FBI Connolly che arresta un mafioso degli Angiulo

Burglar , un criminale, usò lo Stato per disfarsi di altri criminali, suoi nemici. Un classico esempio di guerra asimmetrica, ma fatta sulle spalle e con i soldi dei contribuenti. Un tradimento dei valori Costituzionali. Ma almeno gli attori della Trattativa, o accordo segreto, americani pagarono, chi più, chi meno.

Si scoprì inoltre che l’agente dell’FBI con cui Whitey strinse l’accordo era anche fratello di un Senatore, rappresentante proprio l’area di Boston epicentro di questa sorte di sciagurato gioco tra guardie e ladri.

La figura del Senatore Connolly può anche essere equiparata a quella del politico colluso Ciancimino, dato che il Senatore era indubbiamente a conoscenza della condotta di Jim Whitey Burglar, andò perfino al funerale della madre di quest’ultimo.

Fu così accertato che altri profili dell’FBI fossero a conoscenza degli sporchi traffici di Whitey durante la sua collaborazione, ma quando l’aumento vertiginoso dei suoi omicidi sconvolse questo già precario equilibrio, i vertici dell’FBI ordinarono l’epurazione di tutti gli agenti coinvolti nell’Accordo e l’immediato arresto per James Whitey Burglar, il quale venne arrestato solo decadi dopo, nel 2011.

Per la credibilità di un’Istituzione come il Bureau Federale fu uno smacco colossale.
Il Senatore fu costretto ad abbandonare la sua attività politica e gli venne offerta una cattedra all’Università.
L’agente irlandese dell’FBI, John Connolly, amico d’infanzia di Burglar, e fratello del Senatore, e che fu la mente di questa Trattativa, venne arrestato e condannato a quaranta anni di carcere, con la possibilità di uscire con la condizionale dopo aver scontato non meno di 30 anni.

La Trattativa dell’FBI mirava a risolvere un problema pubblico facendosi aiutare in questo da un altro problema pubblico, quella Italiana mirava a scendere a patti non per debellare una famiglia mafiosa ma solo per far cessare gli attentati dinamitardi.

Lo Stato Italiano è sceso a patti e non su richiesta ma di propria iniziativa.
Il cambio avuto dalla Trattativa Italiana fu molto svantaggioso ma è il leitmotiv di tutte le inchieste italiane: arresta il capo, il colpevole per antonomasia, propaganda questo no stop, vai a casa e rilassati, tutto risolto. Anche se non è proprio risolto un cazzo.

La Trattativa Stato-Mafia non portò all’arresto di famiglie mafiose, o all’arresto di Riina, quello avvenne per altra cosa, o alla fine degli attentati stragisti con il tritolo, portò solo benefici ai mafiosi e l’unico ricambio che si ebbe dall’altra parte fu quello elettorale per il Partito Azienda di Silvio Berlusconi, ma anche l’ingresso della Mafia in quella nebulosa di Partiti grandi o piccoli che compongono la maleodorante Sinistra italiana, in modo tale che la Mafia dovesse essere sempre rappresentata dagli uni o dagli altri, infatti grandi personalità sinistre e sinistrorse approvarono a piene mani le terrificanti tonalità sfumate del “papello”.

L’FBI dimostrò, o tentò di farlo, che mai era stato avallato assenso alle attività criminali di Burglar in cambio di informazioni, e che sciauguratamente questo avvenne per esclusiva colpa di pochi agenti che avevano deciso in proprio le linee guida da prendere per combattere la grande criminalità organizzata falsificando rapporti e depistando indagini nel corso del tempo al solo fine di favorire la loro carriera con arresti di spicco, anche se a senso unico.

Questo è per certi versi un parallelo tra quei Generali e quegli Uomini dei Servizi Segreti che agirono sotto l’ombra di un gruppo di politici

al fine di interagire in prima persona con il pericolo pubblico numero uno allora in Italia.

Attualmente ci sono processi ancora in corso per cercare di stabilire i fatti ma lo Stato ha pensato bene di fare piazza pulita di tutti gli uomini che furono coinvolti direttamente e indirettamente in quei pericolosi contatti tra Stato e Mafia negli anni 90, il che la dice lunga sul fatto che nonostante in Italia si nasconda con abnegazione e forza l’evidenza delle brutte cose rimane sempre lampante, logorante e spiacevole.

La nota di fondo che permane è avere certezza che gli alti ranghi delle nostre Istituzioni, molti membri dei Massoni, agiscano formando corpi interni alle Istituzioni, o protocolli fantasma, resilienti al rispetto che dovrebbe essere incondizionato alla Legge, ed essi agiscano formando così Stati nello Stato, o Mafie Bianche che vanno in processione seguendo Messe Nere, vedasi anche il Caso Palamara, interpretando una Legge Sovrana a cui dovrebbero essere soggetti a loro favore ed agendo non in virtù della stessa Legge ma per coprire il loro fallimento come individui, le loro debolezze, il loro animo ipocrita, la loro esteriorità fatta di menzogne e filtrata nell’impersonificazione ciarlatana, e fraudolenta al tempo stesso, della realtà.

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