Sanità : Una Testimonianza dall’Ospedale degli Orrori degli Anni 80, per non Dimenticare, e non Denigrare Oggi Quel Poco di Meglio che abbiamo

Questi ultimi anni si è parlato molto di sanità, e mai come in questi ultimi mesi. Ma le nuove generazioni devono sapere quale era il nostro Ospedale di Giarre negli anni 80, e ringraziare il progresso, seppur nelle sciagure odierne.

Credo fosse il 1986 quell’Agosto quando stavo morendo in spiaggia. Ma nonostante mia madre non volesse portarmi nemmeno dal dottore ed avessi solo dieci anni, in qualche modo arrivai dal mitico Dott.Leonardo la Spina a Carrabba, e la mia vita fu salva.

Oggi vedo questi servizi TV, Tg, giornali, media, tutti che parlano degli ospedali e delle nostre carenze sanitarie. Ma che ne sanno loro degli ospedali e delle carenze ? Praticamente nulla.

Sempre a fare sta frigna con questa paura di morire…quando morire è la meno cosa.

Era il 1986 quando entrai con una peritonite in corso all’Ospedale di Giarre, quello sì che era un vero Ospedale che non vorrebbero oggi neanche nel Congo civilizzato da Re Leopoldo III del Belgio qualche secolo addietro.

Tanto per cominciare, non c’erano tutti questi esami pre operatori come oggi. Non c’era un cazzo. Anzi c’era un solo ascensore e pure semi-funzionante. C’era fatiscenza.

Io fui fortunato. Eravamo quattro nella stanza, e tutti giovani, il più grande aveva 22 anni ed era fuggito dal servizio militare che svolgesta di stanza a Novara, con la scusa di farsi operare alle emorroidi che non aveva o sperava di avere.

I più sfortunati stavano in fondo al corridoio, eravamo al terzo piano, in una stanza con almeno 14 posti letto, robe che neanche negli ospedali militari da campo della prima guerra mondiale potrebbero mai logisticamente avverarsi in maniera retroattiva.

Fatto sta che prima di operarmi le mie famiglie chiesero, strategicamente parlando, l’intervento concreto del miglior chirurgo di allora, il Prof.Fiaccavento, perchè avevano paura che lui facesse finta di operarmi, uscisse dalla sala e mi lasciasse nelle mani di un noto macellaio chirurgo di cui non ricordo il nome, tranne che forse iniziasse con la C.

Era una mattina d’Ottobre, dopo quasi due mesi di preparazione all’intervento, mi scesero giù in quella che doveva essere la sala operatoria, ma un’officina per la riparazione di giocattoli sarebbe stata più elegante come descrizione.

Non capivo allora il significato dell’anestesia, nè sapevo che si poteva morire con quello schifo che mi avrebbero iniettato…

10,9,8,7…

Bam. Mi risvegliai ore dopo mentre mi risalivano su in stanza, alcuni mi dissero in seguito che avevo tirato qualche bestemmia. Beh, non lo ricordo.

Ancora intorpidito e scemo, verso le nove di sera incominciai a vomitare l’oppio dentro un secchio di plastica, come quello che si usa per pulire il pavimento, e non fu a sufficienza per contenere il..flusso verde….stile esorcista al quadrato.

Giorni dopo, quando incominciai ad alzarmi dal letto e vagare in quel grigio anfratto ospedaliero camerunense, a dir poco, notai che la pratica del secchio era utilizzata con altri pazienti.

Un tipo aveva un tubo di plastica estendibile come quello usato per innafiare i fiori, o pulire l’auto, che dalla pancia scaricava liquami sotto il letto dove stava appunto il secchio.

Roba che nemmeno nel Niger di oggi si potrebbe approvare.

L’unico passatempo era la TV, che dovevamo portare da casa, e qualche giocata a carte. Per il resto era un vero schifo, cibo compreso.

L ‘odore di candeggina forte e virulento si spargeva ogni mattina per rendere la colazione più nausebonda possibile.

Era un grande ospedale. E Io sono sopravvissuto. A dieci anni, da solo, “cuati, cuati”.

E’ giusto chiedere che tutto possa funzionare meglio, ma chi non ha vissuto esperienze simili ,come le ho vissute Io ed altri miei coetanei in tenera età, non può capire quello che sto raccontando, e cioè che siete, e siamo, fortunati ad avere oggi già quello che abbiamo, basta denigrare la Sanità, basta chiedere favori e favoritismi a quella stessa politica degli anni 80 che è responsabile degli ospedali stile Congo Belga, ai quali tanti non si sa come sono sopravvissuti senza restituire la scheda elettorale a nessun Sindaco.

Siate un pò di più uomini e donne forti per qualche volta nella vostra breve inutile vita,

Godete di quel che avete, sperando…

che non vediate mai i secchi con i tubi da giardino che scaricano….

liquidi melmosi organici , o piscio…. sotto i vostri letti d’ ospedale…

 

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