Caso Saguto : Condannati a Risarcimenti Milionari “Capa” e “Affiliati” dello Stato nello Stato

Stangata per quella criminale dell’Ex Magistrato Saguto e per i suoi compari di colazione, pranzo, merenda, e cene di gala. Dio esiste. Dio è con Noi.

Lo Stato nello Stato, una similitudine per la parola “Mafia”.

Questa storia dovrebbe far riflettere sull’aspetto unico delle contradditorietà della Società retta dalle Istituzioni Democratiche.

La Silvana Saguto rappresentava non solo l’alta spocchia di quei magistrati, avvocati, commercialisti, della Società bene, gente così intoccabile da essere fulminati solo per aver osato alzare gli occhi su di loro, ma rappresentava anche lo Stato e le sue vittime CONTRO TOTO’ RIINA, il Capo dei Capi di merda della mafia di merda.

Ora rappresentano, lei e gli altri farabutti suoi “alateri”, UNA GRAN FUNGIA DI MINCHIA.

Repubblica:

CALTANISSETTA – Più delle condanne sono i risarcimenti alle parti civili a raccontare il buco creato da Silvana Saguto e dal suo “cerchio magico” nel sistema dei beni confiscati. Il tribunale ha deciso già delle confische per alcuni imputati, in modo da blindare una parte dei risarcimenti. A Silvana Saguto è stata confiscata la casa di via De Cosmi, dove abita con la famiglia: “per un valore di 328 mila euro”, dice la sentenza. A Cappellano è stato confiscato un immobile in via Roma, «per un valore di 100 mila euro», stesso provvedimento per 11 quote della “Legal gest consulting srl” con sede in via Mariano Stabile 43 (valore 256 mila euro).

Il tribunale presieduto da Andrea Catalano ha disposto risarcimenti per 2,1 milioni di euro in favore della Presidenza del Consiglio. Per “danni non patrimoniali”. La cifra più alta deve pagarla Silvana Saguto, 500 mila euro, ma anche gli altri imputati condannati dovranno sborsare cifre consistenti.

L’Avvocato Seminara, 400 mila euro; l’ex professore della Kore Carmelo Provenzano, 250 mila; il marito della Saguto, Lorenzo Caramma, e l’amministratore giudiziario Roberto Santangelo, 200 mila euro ciascuno; l’ex prefetto Francesca Cannizzo e il colonnello Rosolino Nasca, 150 mila euro ciascuno; la moglie di Provenzano, Maria Ingrao, e la cognata, Calogera Manta, 100 mila euro ciascuna; l’avvocato Walter Virga e il professore Roberto Di Maria, 50 mila euro ciascuno.

Risarcimenti anche per la Regione Siciliana. Saguto (50 mila euro), Cappellano (40 mila), Provenzano (25 mila), Caramma e Santangelo (15 mila ciascuno), Cannizzo e Nasca (10 mila ciascuno), Manta e Ingrao (5 mila ciascuna), Virga e Di Maria (2.500 euro ciascuno).

Risarcimenti per il Comune di Palermo. Saguto (30 mila euro), Cappellano (20 mila), Provenzano (15 mila), Caramma e Santangelo (10 mila ciascuno), Cannizzo e Nasca (7.500 euro ciascuno), Manta e Ingrao (2.500 euro ciascuna), Virga e Di Maria (1.500 euro ciascuno).

Si era costituita parte civile pure l’università Kore di Enna, per la tesi di laurea del figlio di Silvana Saguto, scritta da Provenzano. L’ex giudice dovrà risarcire 30 mila euro; stessa cifra, l’ex professore; cinquemila euro, Emanuele Caramma.

Devono mandarli in galera in mezzo a quei mafiosi che la Saguto ha condannato, questa sarebbe la giusta punizione per uno schifo di queste proporzioni bibliche.

Il sorriso di Riina all’epiteto di Buscetta DICE TUTTO.

La Mafia non finirà mai finchè lo Stato permetterà di essere sostituito dalle sue stesse cellule che si tramutano in cellule cancerogene per il suo annientamento.

Caso Saguto docet.

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ΜEδουσα