Società Moderna Militare : Colpire i Ragazzi Down sta diventando una Moda, ma Potrebbe anche diventare un Cimitero

Qualche anno fa dovetti leggere impietrito ad una notizia alquanto orrida, più orrida delle altre, un vero senso di disgusto e annientamento alquanto duro da sopportare, e ieri la cosa si è ripetuta..

TGCOM24:

Un 20enne affetto da sindrome di Down è stato ucciso dalla polizia a Stoccolma, nel quartiere residenziale di Vasastan. Il giovane era scappato da casa all’alba con una pistola giocattolo. La procura locale ha aperto un’indagine. “L’uomo aveva in mano un oggetto simile a un’arma: la polizia ha interpretato questa situazione come ostile e ha aperto il fuoco”, ha spiegato il procuratore.

“Siamo completamente distrutti … Siamo in uno stato di shock”, ha detto la madre della vittima, Katarina Soderberg ad Aftonbladet. “Non era capace di minacciare alcuno, l’unica cosa che sapeva fare era abbracciare e baciare”, ha detto al giornale locale Mitt i Stockholm, aggiungendo che il ragazzo era come “l’orsacchiotto più gentile e pacifico del mondo”.

Il giovane usciva di casa da solo molto di frequente, secondo una testimonianza del padre, Rickard Torell, che non riesce a darsi pace. “Dicevano che portava la riproduzione di una pistola. Non è vero, era una pistola giocattolo in miniatura per un bambino di cinque anni … anche economica, e di plastica”, ha spiegato a Mitt i Stockholm. “Com’e’ possibile che non ci sia stata un’alternativa agli spari per ucciderlo? Perché non un colpo di avvertimento?” ha chiesto da parte sua la madre di Eric.

Il capo della polizia regionale Ulf Johansson ha spiegato in un comunicato che “si è trattato di un terribile incidente”: “i miei pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi amici”, ha aggiunto. “E’ tragico per tutti i soggetti coinvolti e ho grande comprensione e rispetto per il fatto che questo incidente abbia sconvolto tanti”, ha insistito Johansson.

Non si è trattato di un incidente. Un poliziotto serio e preparato avrebbe visto e riconosciuto FIN DA SUBITO che il ragazzo non era certo DAL VOLTO OSTILE e ciò che teneva in mano NON ERA CERTA UNA 44 MAGNUM, non solo AVREBBE DOVUTO AVVICINARSI DI NASCOSTO IN TUTTI I CASI AL RAGAZZO “e tentare di disarmarlo”. Ma la Svezia HA QUELLO CHE MERITA ORA CON OGNI OGNI UNITA’ DI TERAPIA INTENSIVA STRACOLMA a STOCCOLMA.
Lol, bastardi.

Tuttavia ieri un fatto quasi del genere si è ripetuto in Italia, e ora LI salvi chi può.


Corriere:

Alessandro, 23 anni, sta passeggiando per il centro di Roma, in divisa da carabiniere. Tutto fiero della sua bella mimetica, e pronto ad elargire sorrisi a chiunque incontri. Tutti conoscono Alessandro Messina, il ragazzo con la sindrome di Down che sogna di fare il carabiniere. Da sempre. La sua passione è talmente contagiosa che la stessa Arma ne ha quasi fatto una mascotte. Ma sì, chi è che non conosce quel simpatico ragazzone che fa e riceve il saluto dai suoi «colleghi». Lo conoscono tutti. Persino il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale gli ha inviato una bella lettera di congratulazioni per la sua fede nell’Arma. Sanno tutti e tutto di Mauro. Ma la sera del 7 dicembre scorso, davanti a Montecitorio, ad Alessandro è capitato di incontrare un carabiniere che gli ha chiesto che cosa ci facesse vestito così e soprattutto chi gliela avesse data la divisa. Che gli è stata «sequestrata» immediatamente. Alessandro ha dovuto seguire il carabiniere in caserma e dopo aver dichiarato le sue generalità hanno telefonato a suo papà, Mauro, pensionato della Guardia di Finanza. La stessa Arma peraltro chiarisce che Alessandro si trovava da solo e i carabinieri lo «hanno fermato al solo scopo di tutelarlo — prosegue la spiegazione — e fargli capire che andare in giro con una uniforme o parti di essa può essere pericoloso». Non solo. «I capi di abbigliamento, parti di uniformi, che indossava il ragazzo non sono stati sequestrati ma trattenuti per delle verifiche».

Poi quello che è stato una specie di gigantesco equivoco si è chiarito. E lo spiega lo stesso papà del ragazzo contattato ale ore 20.30 dalla stazione di Montecitorio. Qui «Alessandro era abbracciato a un carabiniere». Mi hanno chiesto: ‘Chi gli ha dato quegli abiti?’ Domanda alla quale ho risposto prontamente: ‘Voi’. Ma chi può fornirgli tutto quel materiale se non gli appartenenti ai carabinieri?». Così il papà ha spiegato in modo deciso e anche commovente, quanto Alessandro ami i carabinieri. Lo stesso Alessandro Messina, lo scorso anno ha scritto un libro molto bello, «Storie normali di un ragazzo speciale. Vivere in famiglia la disabilità quotidiana» nel quale racconta la passione del figlio per l’Arma.

Intanto, in caserma hanno cercato di spiegargli quanto fosse pericoloso girare vestito da carabiniere e poco appropriato per uno come Alessandro, il quale, alla richiesta dei documenti, ha mostrato tutto orgoglioso il tesserino dell’Associazione Nazionale Carabinieri, ma lo hanno ritenuto un falso. «Alla richiesta di sequestro degli abiti. Alessandro si è ammutolito mi ha abbracciato e in silenzio abbiamo seguito un appuntato che ci ha accompagnato a casa in modo da consegnargli gli indumenti inquisiti», ricorda ancora il papà del ragazzo. Il finale? «All’ingresso in casa, l’appuntato ha notato il tempio della caserma dei carabinieri in camera di Alessandro, comprese le foto fatte con tanti ufficiali e non ha saputo cosa dire».

Sono arrivate comunque alcune proteste. «Nel nostro operato ci vuole fermezza, senso di responsabilità e la legge va applicata: ma soprattutto occorre buonsenso», è l’opinione di Gianluca Mancini, segretario regionale del Lazio del Nuovo Sindacato Carabinieri che parla di un comportamento «a dir poco inqualificabile. Inoltre, mi domando, perché l’Arma ha donato un bene dell’amministrazione ad un ragazzo disabile? Si sono fatti una discreta pubblicità con le foto del ragazzo in divisa, ma non hanno pensato alla sua tutela. Se quel ragazzo non avesse avuto l’uniforme indosso, nulla di questo sarebbe accaduto».

La spiegazione dell’Arma: «Intervento a sua tutela»

Ma l’Arma in una nota precisa che «a partire da piazza Montecitorio dove era stato notato, tutti i carabinieri che hanno avuto a che fare con Alessandro non hanno mai utilizzato metodi perentori bensì assolutamente umani e inclusivi». Alessandro si trovava da solo e i carabinieri lo hanno fermato al solo scopo di tutelarlo — prosegue la spiegazione — e fargli capire che andare in giro con una uniforme o parti di essa può essere pericoloso» Non solo. «I capi di abbigliamento, parti di uniformi, che indossava il ragazzo non sono stati sequestrati ma trattenuti per delle verifiche». Al termine degli accertamenti un ufficiale, d’accordo con il papà, è andato a casa di Alessandro e gli ha riportato tutto, facendogli dono inoltre di vari gadget con simboli dell’Arma. Ad Alessandro è stato spiegato «quanto può essere per lui un pericolo passeggiare da solo con l’uniforme e che lui resterà sempre un carabiniere per cui tutte le caserme dell’Arma sono aperte per lui, quando vorrà». Inoltre per le emergenze, oltre al numero 112, che già conosceva bene, ad Alessandro è stato dato il numero personale di un ufficiale dei Carabinieri, reperibile 24 ore su 24, al quale potrà chiamare per qualsiasi necessità.

Allora.

Come il caso svedese qui notiamo subito L’IMPREPARAZIONE DI CERTI RACCOMANDATI CHE SONO ENTRATI NELL’ARMA A GETTARE FANGO SUI LORO COLLEGHI PREPARATI ED ATTENTI.

UN RAGAZZO DOWN CHE VA IN GIRO CON UNA UNIFORME DA CARABINIERE E’ PERICOLOSO, PER SE’ E PER GLI ALTRI?

COME?

Spiegatemelo.

La mafia tenterebbe di ucciderlo? O i cittadini protesterebbero ? Perchè è pericoloso per un ragazzo down vestirsi con una maglietta e un pantalone con i simboli dei CC CON LA SCRITTA ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI?

Ovviamente il più scarso cretino tra noi capirebbe subito che il ragazzo è solo un emulatore, un fan del reparto…

E poi…

FARE PIANGERE UN RAGAZZO DOWN EQUIVALE ALL’ ATTO PIU’ SCHIFOSO CHE LA BESTIA UOMO POSSA MAI CONCEPIRE COME AZIONE.

Non abbiamo finito.

L’altra terribile ed angosciante nota riguarda il posto DOVE E’ AVVENUTO QUESTO CRIMINE,

A MONTECITORIO

Allora…

QUEGLI INCOMPETENTI CHE HANNO FERMATO IL RAGAZZO A MONTECITORIO PERCHE’ NON SE NE VANNO A CONTROLLARE I TERRORISTI e le TROIE CHE PORTANO LA COCAINA DENTRO AL PARLAMENTO? IMPEGNANO UNA PATTUGLIA PER ALESSANDRO…A MONTECITORIO…IL CUORE DELLE NOSTRE ISTITUZIONI… VI RENDETE CONTO?

Pezzi di merda.

L’Arma deve subirte spedire QUESTI COGLIONI NELLE PALUDI MERDOSE DELLE RISAIE DEL PIEMONTE, A VIGILARE A SCAMPIA, A LIBRINO, AD OSTIA, NEI CAMPI ROM, o dare loro un fischietto per dirigere il traffico, anche se la loro giusta punizione sarebbe solo una: IL LICENZIAMENTO IN TRONCO.

Questi subumani che purtroppo ancora godono di un tesserino militare dell’Arma dei Carabinieri sono UN DISONORE NON SOLO PER I MILITARI MA PER TUTTO LO STATO ITALIANO.

Mentre avrei torturato fino all morte i poliziotti svedesi, qui salvo questi mascalzoni solo perchè NON HANNO UCCISO IL RAGAZZO, ma tutto qui, PER IL RESTO O L’ARMA PRENDE PROVVEDIMENTI PER QUESTI FANGOSI o si rende complice di quest’abominio.

I pezzi grossi scelgano il loro destino, dato che Alessandro non ha potuto scegliere il suo e quando ha comunque deciso di sceglierne uno servendo l’Arma, onorandola, gli è stato inflitto un colpo quasi mortale a ciò che più amava ed aveva scelto con coraggio.

VERGOGNATEVI

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ΜEδουσα