La Società Segreta de “I Fedeli di Giove”, e di come il Suo Leader divenne Leggenda

La Vera Storia del bandito del Sud Italia più pericoloso dell’Ottocento.

Storia liberamente modificata ed adattata dall’Originale Racconto di Arkon Daraul, Maestro Sufi.

All’inizio dell’Ottocento il Sud Italia soffrì molto per le incursioni di piccole bande di banditi che scendevano dai loro nascondigli nelle montagne della Calabria e dell’Abruzzo per rapinare i viaggiatori e saccheggiare i villaggi. Le autorità sembravano incapaci di reprimere le bande di ladri e proteggere la gente, e solo le vendette e le faide tra le bande stesse impedivano ai fuorilegge di unirsi in un’unica forza per provocare un maggiore caos.

Un pò come in Sicilia prima di Cesare Mori. Ma questa è un’altra storia.

Poi, nel 1816, un uomo di nome Ciro Annichiarico (morto nel 1818) divenne il più grande incubo dell’Italia meridionale quando rivendicò il potere di Giove, padre degli dei della Roma imperiale, e riunì con successo le bande di banditi in un’unica forza d’attacco, guidandole a rubare, saccheggiare e bruciare sotto la bandiera del teschio e delle ossa incrociate e il motto “Tristezza, morte, terrore e lutto“. Alcuni studiosi oggi li chiamano i “Decisi di Giove”, ma questo è un riadattamento.

Nel 1817 Annichiarico comandava 20.000 membri della società segreta dei Fedeli di Giove il Tuono.
Gli uomini erano divisi in campi da 300 a 400 membri e squadroni da 40 a 60.
La società era strutturata secondo linee militari e veniva applicata una rigida disciplina.

Ciro Annichiarico, il figlio di Giove

Se Ciro Annichiarico lo avesse desiderato, avrebbe potuto facilmente condurre una rivoluzione aperta contro qualsiasi governo statale dell’Italia meridionale. Ma Annichiarico, che sosteneva che la potenza del grande Dio Giove scorreva attraverso il suo corpo, era più interessato all’ingrandimento personale che alle opportunità politiche.

Annichiarico era figlio di ricchi genitori entrò nel sacerdozio destinato a una fruttuosa carriera nella Chiesa cattolica romana. Tuttavia, i numerosi compiti che un comune parroco doveva affrontare avevano per lui poca attrazione e preferiva la vita di un gentiluomo di campagna nella tenuta di famiglia.
Era un giovane prete ma sedusse una giovane donna fidanzata con Giovanni Montolesi, figlio di un ricco mercante. Quando Montolesi venne a sapere della vicenda, cercò Annichiarico e lo rimproverò di aver recato vergogna al sacerdozio e disonore alla sua fidanzata. Senza dire una parola, Annichiarico si sfilò un pugnale dalla cintura e pugnalò Montolesi al cuore. Quindi, dalla sua bizzarra prospettiva, Annichiarico dichiarò che l’uomo che aveva assassinato aveva insultato lui e l’intero sacerdozio cattolico romano, quindi giurò una faida contro l’intera famiglia Montolesi, tese un’imboscata e uccise 13 dei 14 membri nei successivi mesi. Comprensibilmente, Annichiarico fu alla fine inseguito dalle autorità e fuggì con alcuni amici sulle montagne per diventare un fuorilegge.

Da giovane, Annichiarico aveva guadagnato una reputazione per una borsa di studio e l’alta intelligenza. Come leader di un piccolo gruppo di briganti prediligeva una vita di lusso al di sopra di quella di vivere in nascondigli spartani, sviluppò un piano per combinare l’amore e il rispetto del sacerdozio della gente con la loro paura delle società segrete. Convocando audacemente a un incontro gli altri capi banditi sulle montagne, Annichiarico li convinse eloquentemente a unirsi in una sola per resistere ai soldati che venivano costantemente inviati a dar loro la caccia. Mentre i capi stavano decidendo chi era tra loro che doveva guidare la forza appena unita, Annichiarico apparve nelle piene insegne del sacerdozio e annunciò che avrebbe celebrato la Messa. Mentre i capi si inginocchiavano tutti per ricevere la sua benedizione, un tale atteggiamento di obbedienza segnalò la loro acquiescenza alla sua guida. E mentre celebrava la messa della Chiesa Cattolica Romana, Annichiarico informò tutti i fuorilegge riuniti che lo spirito di Giove, l’antico padre degli Dei, era passato nella sua persona e gli ordinò di formare un nuovo ordine , i Fedeli di Giove.

In poco tempo, numerose bande indipendenti di ladri e assassini divennero un’unica società segreta. E quando si sparse la voce sui presunti poteri soprannaturali del loro leader, Ciro Annichiarico, ora noto come Giove il Tuono, gli uomini accorsero sulle montagne per unirsi alle logge dei Fedeli. Al fine di facilitare la rapida dispersione delle sue abilità leggendarie, Annichiarico si servì segretamente di uomini che gli somigliavano come suoi sosia, vestiti con abiti sacerdotali esattamente come i suoi, e pare pure che Giove il Tuono potesse così condurre incursioni in diversi luoghi al contemporaneamente. Aveva anche la sua guardia del corpo personale equipaggiata con costumi diabolici, completi di corna e code, per perpetuare la convinzione di avere il potere di comandare e controllare i demoni. Né i suoi uomini né gli abitanti del villaggio osarono mai dire una parola contro Annichiarico per paura che un demone invisibile in agguato nelle vicinanze avrebbe portato loro una punizione. E poi c’erano notizie dei suoi terribili fulmini, che si diceva fosse in grado di scagliare contro i suoi nemici proprio come Giove aveva lanciato dardi mortali nei tempi antichi.Anche i preti fermarono le loro funzioni religiose, perchè Annichiarico li minacciò e si pose come l’nico in grado di presenziare un rito sacro.

Stormi di soldati inviati contro i Fedeli di Giove furono rapidamente annientati. Nel 1818, una forza di 1.000 soldati regolari al comando del generale d’Octavio fu inviata sulle montagne per arrestare Annichiarico e per distruggere la sua banda di fuorilegge. Le reclute superstiziose avevano così paura del potente Giove che permisero ad Annichiarico di entrare nel loro campo di notte e di mettere un pugnale alla gola del loro generale. Annichiarico non lo uccise per misericordia, ma avvertì il generale e i mille uomini che se mai avessero osato di nuovo violare le sue montagne, i suoi fulmini li avrebbero sicuramente uccisi tutti. Il generale d’Octavio e le sue truppe andarono via alle prime luci del mattino successivo.

Quando le autorità si resero conto che qualsiasi esercito arruolato in Italia meridionale avrebbe considerato di fatto Annichiarico con lo stesso giudizio di superstizione reverenziale, assunsero una forza di 1.200 mercenari tedeschi e svizzeri al comando di un inglese, il generale Church (che in italiano significa “Chiesa”, lol).

Richard Church

Stranamente, l’avvicinarsi di questi combattenti veterani delle guerre napoleoniche colpì Annichiarico in modi che stupirono i suoi uomini. Divenne evidente che il loro Dio era visibilmente nervoso, persino spaventato dall’avvicinarsi dei soldati professionisti verso le montagne. All’improvviso la persona che ospitava lo spirito di Giove sembrava un comune mortale, e nemmeno molto coraggioso. Quando nei campi dei Fedeli di Giove giunse la voce che i mercenari erano uomini di guerra ben equipaggiati ed estremamente esperti, migliaia di loro disertarono in poche ore. In pochi giorni Annichiarico rimase solo con poche centinaia dei suoi più fedeli discepoli rimasti da quella che era stata una spaventosa banda di 20.000 assassini.

Annichiarico e gli ultimi suoi Fedeli si ritirarono nel piccolo borgo di San Marzano, scegliendone l’ubicazione per via della cinta muraria che cingeva il paese come una fortezza. Sperando che i membri della popolazione locale si unissero in loro difesa, Annichiarico si preparò all’assedio. Ma i cittadini di San Marzano potevano anche vedere che il potente Giove il Tuono era, dopotutto, solo un altro bandito, e nulla della sua persona convinse nessuno di loro a rischiare la vita per difenderlo dai soldati svizzeri e tedeschi. Nel giro di pochi giorni dall’assedio, i mercenari stranieri entrarono nel villaggio e massacrarono i Fedeli di Giove. Annichiarico e tre dei suoi luogotenenti riuscirono a fuggire ma furono catturati quattro giorni dopo.

Anche mentre veniva condotto al plotone di esecuzione, Annichiarico si vantava di aver ucciso 60 o 70 uomini con le proprie mani e si faceva beffe del prete che veniva ad amministrare l’estrema unzione.

Incredibilmente, dopo che fu dato l’ordine al plotone di esecuzione, composto da ben 21soldati,  di sparare a Ciro Annichiarico, lui rimase in vita, e in qualche modo riuscì a mettersi in ginocchio per iniziare una preghiera a Giove. Lo stupito Generale Church ordinò che di caricare un moschetto con proiettili d’argento e che venisse sparato direttamente nella testa di Annichiarico.

Così avvenne e il Bandito Ciro, figlio di Giove, morì, entrando nella leggenda.

La testa di Ciro fu esposta nella piazza dell’esecuzione messa dentro ad una gabbia

La piazza dell’Esecuzione di Annichiarico oggi:

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