Verità per Giulio Regeni : Aderiamo all’Iniziativa di Rifiutare di Giocare a Scacchi contro i Giocatori Egiziani

Nel nostro piccolo speriamo che questa iniziativa possa essere copiata e diffusa a livello nazionale.

Chi era Giulio Regeni?

Wiki:

Nato a Trieste il 15 gennaio 1988, Regeni crebbe a Fiumicello (in provincia di Udine), e ancora minorenne si trasferì per studiare allo Armand Hammer United World College of the American West (Nuovo Messico – Stati Uniti d’America) e poi nel Regno Unito a Leeds e a Cambridge, e poi a Vienna. Vinse due volte il premio “Europa e giovani” (2012 e 2013), al concorso internazionale organizzato dall’Istituto regionale studi europei, per le sue ricerche e gli approfondimenti sul Medio Oriente. Dopo aver lavorato al Cairo per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale e aver svolto per un anno ricerche per conto della società privata di analisi politiche Oxford Analytica[13], stava conseguendo un dottorato di ricerca presso il Girton College dell’Università di Cambridge, e si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani presso l’Università Americana del Cairo. In alcuni articoli, scritti anche con lo pseudonimo di Antonio Drius[14] e pubblicati dall’agenzia di stampa Nena[15][16] e, postumi, da Il manifesto[17], ha descritto la difficile situazione sindacale dopo la rivoluzione egiziana del 2011.

Poco mi importa sapere che l’amico Giulio era un marxista poichè non solo era un Italiano come noi tutti ma sicuramente non meritava di essere ucciso in quella maniera brutale da degli sporchi assassini di Stato adesso coperti da Giudici corrotti e da Politici disonesti.

Possiamo non essere d’accordo con ciò che faceva ma sicuramente non si trovava in Egitto per cattivi propositi, voleva dare una mano alla classe meno abbiente, ai poveri, agli sfruttati, ed è stato ucciso per questo motivo, almeno, fino a prova contraria è andata così.

Gli stessi egiziani dovrebbero indignarsi per la morte di questo bravo ragazzo che voleva solo aiutarli, seppur a suo modo, una sua espulsione dal paese sarebbe stata una soluzione di gran lunga più elegante ma visto che gli egiziani non sono eleganti allora non meritano di gareggiare con noi.

Io e la mia squadra di scacchi, come sapete, giochiamo su Chess.com, da oggi , veramente anche da ieri, ci rifiutiamo categoricamente di giocare con i giocatori battenti bandiera egiziana.

Nell’attesa di avere Giustizia per Giulio tutti i veri Italiani e gli uomini e le donne di buona volontà DEVONO rifiutarsi di AVERE a che fare con l’Egitto, è così che funziona con l’esclusione non con l’inclusione come invece i marxisti pensano di risolvere le cose. Dimostrando tutta la contradditorietà della loro pseudo-ideologia farlocca.

Tanto è vero che i genitori di Giulio hanno denunciato il Governo Italiano per il commercio di armi con l’Egitto, cosa giusta e sacrosanta, l’esclusione, la stessa che ci dovrebbe essere unanimamente in tutti i settori, non solo nella vendita di armi.

Fossi il Capo del Governo avrei già chiuso i rapporti diplomatici, gli scambi commerciali, e le rotte aeree e marittime da e per l’Egitto.

Così funzionano le cose, o funzionavano una volta, ed è così che dovrebbero essere ancora oggi.

 

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ΜEδουσα