Scacchi : “Elevati”, Intervista al “Barone” de la Vandal, l’Unico Aristocratico che gode del Nostro Favore

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Non c’e’ niente di meglio di una partita a scacchi, all’ultimo sangue.

Su Chess.com Cat.10 Minuti, Max Rating 1420, e 1648 Vittorie sulle spalle,  il Barone de la Vandal gioca a Scacchi battendo Bandiera Italiana. E’ il leader del nostro team, ed anche un gentiluomo prima e uno sportivo dopo.

Abbiamo pensato di intervistarlo al fine di promuovere il gioco degli scacchi tra le nostre giovani generazioni.

M8: Allora cominciamo dall’inizio, l’origine della leggenda di Baron De La Vandal.

Baron: Sono sempre stato un fan sfegatato di Manfred Von Richthofen, ho letto la sua autobiografia, e vari libri di diversi autori che hanno ricostruito in dettaglio l’epoca dell’ultima guerra tra gentiluomini e sportivi.

M8: E il De La Vandal? La figura di un vandalo mal si lega a quella del Barone Rosso, credo

Baron: Darmi un nick come Red Baron, o Diable Rouge, era ben poco originale, se non per niente originale, e come Manfred volevo dare un’idea pittoresca e romantica del mio personaggio, l’idea dell’aereo dipinto di rosso era un’idea bellica eccellente, incutere la paura nel nemico solo al pensiero di chi si trovava davanti, o dietro, o dall’alto, o dal basso, da destra o sinistra, ad affrontare, e poi Manfred è cresciuto nei salotti della nobiltà seppur mantenendo l’indole di una persona semplice e concentrata esclusivamente sul bene collettivo dell’Impero a cui aveva giurato fedeltà ed ubbidienza, mentre Io seppur con studi accademici sono cresciuto nella strada, quindi racchiudo in me due caratteristiche nobili e contrapposte: sono un nobile ma vengo a portare scompiglio nelle linee nemiche, cammini tra loro ma non sei uno di loro, e questo è il leitmotiv del mio nome di battaglia negli scacchi.

Inoltre mi ispiro a Manfred perchè era un vero sportivo, capace di non infierire sui nemici, e capace di riconoscere senza pregiudizio le qualità altrui.

Molti di questi razzisti e fascisti wannabe dovrebbero gareggiare con quelli che chiamano razze inferiori tipo gli indiani, gli indonesiani, albanesi, e perfino nigeriani, tra i tanti, e solo allora si renderebbero conto che la Supremazia non la conquisti leccando il culo ai politici, o comprando l’ultimo tipo di smartphone, o auto o moto, la Supremazia è vincere senza combattere. Senza confini e senza distinguo.

M8: Ci parli un pò di come giocano gli stranieri, chi sono i più bravi, i peggiori, e se è vero che come dice la leggenda i Russi mangiano veramente scacchi a colazione?

Baron: HahHa, ti rispondo subito sui russi…li batto 8 volte su 10. Mangeranno scacchi a colazione ma anche finocchi, hhaHa Mi buttano fuori dalla Federazione.  

Comunque, sono bravi ma c’e’ di meglio. Ad esempio gli Albanesi. Hanno tutto un sistema ad intreccio, seguire la logica dei loro attacchi vorrebbe dire per me calarmi nella loro subdola grottesca mente, no, non voglio, con loro perdo 8 partite su 10.

Norvegesi…una volta erano vichinghi…ma una volta.

Quelli che amo umiliare sono i francesi. Credo siano quelli veramente terrorizzati dal mio nome e vadano in crash prima di cominciare, 9 vinte su 10 credo sia la mia statistica con loro. Gli inglesi la battagliano, così come gli americani.Mi rilassa giocare con gli Indiani, odio canadesi e australiani.

I sauditi sono galantuomini sportivi ed anche certamente gli Emiratini , non posso dire la stessa cosa dei Pakistani, scorretti al massimo, e segnalo quando presi uno dei loro campioni di classe 1643 punti, Ammu001, e lo sconfissi ai miei inizi, e fu allora che prima di ogni scacco matto, o molto prima, soglio chattare all’Arabo: “We will take Jerusalem”, il più delle volte si infuriano e sono cazzi. Heh.

M8: Barone, ci parli delle caratteristiche dei suoi principali match. Le partite tipo.

Baron: Se dovessi scrivere un libro sugli Scacchi lo chiamerei “Elogio della Sconfitta”, personalmente gioco anche quando ho mal di testa e/o l’umore a pezzi e queste cose mi hanno fatto perdere madonne di battaglie, quasi giocate con un solo occhio aperto. Dai 500 punti ai 1400 è stata una battaglia senza esclusione di colpi al nemico e a me stesso. Bisogna sempre giocare con umore alto, ed in condizioni fisiche soddisfacenti. In questo gli scacchi non si possono differenziare da altri sport estremi come la subacquea in apnea ad esempio. Ma imparare dalle sconfitte significa perfezionare strategie nel dettaglio o aumentare la capacità di adattamento alle strategie nemiche o simil tali.

E’ una battaglia… la strategia si apre … e se l’avversario non è veramente un esperto anche psicologicamente parlando , poi comincia la mattanza ….

Dalle tetre oscurità dell’Impero arriva un antico aristocratico bardo a farvi sgorgare sangue fuso dai neuroni….

Quando la strategia non si rivela ma si dipana è esattamente riprovare la sensazione nel tagliare le teste dei Persiani alle Termopili.

E c’e’ anche quando non esiste nessuna strategia ma si rimane puntati sui pezzi come due duellanti che si puntano a vicenda la pistola, è allora che parte la melodia dell’ultraviolenza…..

O muovere un assedio all’ultimo respiro…

Ma può anche essere una rapina da Far West e la si può vivere come tale, nè più nè meno, e non c’e’ di meno..Vincere partite in inferiorità mettendo k.o. il nemico è comunque la migliore delle vittorie. Non c’e’ niente di meglio di quando il nemico ti sottovaluta, forse uno stereotipo ormai ma sempre da manuale del vero vincente.

Ora gioco meno partite ma più qualitative, sempre desirando il meglio dai miei avversari.

M8: Il Barone de la Vandal ha il suo Circo Volante?

Baron : Si, abbiamo una squadra di 5 elementi, me compreso. Siamo noi che abbiamo promosso l’iniziativa di rifiutare di giocare contro i giocatori egiziani in nome di Giulio Regeni.

M8: Com’e’ giocare a Scacchi in una squadra.

Baron : E’ come scendere in battaglia. La sera prima ci si riunisce tra noi in virtuale. Si consultano le informazioni sugli avversari. Si scambiano opinioni e ci si da la carica l’un l’altro. Niente di differente da quello che fanno le altre squadre sportive. Mai avere paura e giocare sempre fino alla fine.

M8: Le partite più difficili o più bizzarre che le sono capitate?

Baron : Eh. Spesso e volentieri perdo, nonostante sia in vantaggio netto e determinante, al tempo. I tempi di reazioni nella nostra categoria sono determinanti. Ho cominciato da 20 minuti Rapida ma poi sono passato e rimarrò alla Categoria Rapida 10 minuti. Qui si vede chi sono quelli della vera Elite scacchistica. Ma confesso che con certi e diversi giocatori anche solo un minuto in più sarebbe valso oro, ed avrebbe reso onore alla partita per entrambi i giocatori. La più bizzarra? Credo sia avvenuta quando ero ancora sui 1100 punti o così. Misi dopo poche mosse il Re Bianco sotto scacco e lo costrinsi ad una posizione di assoluto svantaggio.

Così cominciai l’assalto, che reputavo finale. Ma più inseguivo il Re più questo mi sfuggiva, e dal secondo scacco questo avenne in maniera imperterrita e puntuale per quasi venti minuti. Credo vinsi per timeout quella partita. Indimenticabile. Circa più di 30 scacchi al Re e nessun matto. Una rarità aggiungerei nelle migliaia di partite che ho giocato non mi è più capitato nulla di simile. Comunque è registrata basta cercarla.

M8: Quale è il miglior complimento che ha ricevuto da qualcuno dei suoi rivali?

Baron: Hmn..sicuramente quando un mio amico degli Emirati Arabi di Classe 1400 mi ha detto che giocare con me gli faceva venire il terrore mossa dopo mossa, una incredibile tensione che aumentava vertiginosamente con lo scorrere del tempo senza fine. Si, credo questo sia il più grande complimento che ho ricevuto dopo migliaia di partite.

M8: Cosa consiglia a chi vorrebbe cominciare a “combattere” e vincere sulla scacchiera?

Baron : Consiglio loro di elevarsi. Se davvero vogliono dimostrare di essere qualcuno, di valere qualcosa, se davvero hanno qualcosa da dire alla società e al Mondo allora prima devono educarsi con gli Scacchi confrontandosi con gli Altri, con tutti gli abitanti di questo pianeta, è un vero primo passo per conoscere il mondo, per giudicarlo o cominciare a formulare un giudizio su sè stessi prima che su altre persone provenienti da mondi alieni diversi.

Elevatevi.

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ΜEδουσα