Usul in Israele : I Miei Anni come PsyOp alla Corte del Mossad

File desecretati: Anni 2004-2006. Luogo : Internet, Israele, la Terra Sacra.

Per quanto la gente possa viaggiare non capirà mai un luogo, una cultura, se non avrà mai a che fare con le sue genti.

Dopo gli anni nella Comunità Americana dei Tech Forum e del File Sharing, mi inserii in un gruppo [Omissis].

Qui conobbi [Omissis] ed un giornò lui mi portò in un canale gaming israeliano chiamato: Mossad.

Personalmente non avevo avuto mai a che fare con gli israeliani ma avevo sempre sentito parlare di questa gente, o letto di loro fin dalla lettura dei Vangeli. Nonostante sono cresciuto con una educazione pesantemente antisemita in quel tempo non avevo alcun pregiudizio contro Israele e gli Ebrei.
Piuttosto mi ero sempre chiesto perchè fossero perseguitati dall’alba dei tempi, e questa risposta nei libri di storia marxisti purtroppo non c’e’. Quando leggi un libro di storia scolastico in Italia leggi che qualcuno ha commesso un genocidio ma non leggi sul perchè è stato commesso. Ma questo allora non mi interessava, volevo capire questa cultura, o tentare di farlo.

Devo dire che fummo subito accolti senza problemi, erano tutti giocatori, ma avevano tutti grandi qualità, passione per gli studi, per i computer. C’era un tipo, Yonatanz, lo equiparavo ad Archimede Pitagora, al tempo codificava Bot che scandagliavano l’intera rete per compiti specifici.

Il loro capo era un ragazzo, nome in codice Zappatta. Legammo fin da subito. Credo che la curiosità nello studiarci era reciproca.

Diventai molto amico di un altro di loro, nome in codice Bullhorn.

Erano tutti molto divertenti, e anche quando si dimostravano razzisti verso i cristiani non me la prendevo più di tanto anche se sbandieravo il fatto che fossi Italiano senza mai nasconderlo.

Parlavo molto con Zappatta sui loro rapporti con i palestinesi e gli islamici in generale. Lui mi disse che la qualità di vita dei palestinesi era molto più elevata di quel che si credeva, dato che Israele li fa lavorare e li paga, ma che la rapacità di certi leader fondamentalisti tra la sua gente mista alla barbarie di tanti arabi alla fine portava sempre sangue per alimentare odio e diffidenza.

Mi disse anche che era a conoscenza che i musulmani avevano un piano segreto per fare di una nazione europea uno Stato Islamico, era il 2004, mi misi a ridere, tre anni prima gli Attacchi all’America, Bin Laden ancora ricercato, la Guerra in Iraq ed Afghanistan, no, impossibile pensai. Oggi nel 2021 vedendo la Francia non rido più ripensando a quello che mi disse.

Grande fu la mia sorpresa quando fecero crollare la mia convinzione che non mangiavano carne di maiale..sui prosciutti quelli ne sapevano più di me.

Un giorno entrai nel canale con un buongiorno mattutino del tipo: “Goodmorning Holy Land !” (lett.Buongiorno Terra Sacra), cosa alla quale ribattè Zappatta: “Amico, la terra qui sarà pure sacra, ma non la gente“. Realmente tutto il mondo è paese, posso ben dirlo, oggi come allora.

Zappatta non era uno qualunque.
Lavorava in qualche ufficio del Mossad, poichè era il nipote diretto di Yossef Gutfreund, l’atleta israeliano che durante l’Assalto alle Olimpiadi di Monaco del 1972 da parte di Settembre Nero, organizzazione terroristica palestinese, si accorse per primo del Commando che stava per fare irruzione nella stanza e cercò bloccare la porta con la sua forza da wrestler, inutilmente, morì per primo.

Ammiravo Zappatta, ed ancora lo ammiro. Prima di Munich, film di Spielberg su Settembre Nero e l’Operazione Wrath of God indetta da Golda Meir,

quando ero piccolo avevo visto Sword of Gideon, conoscevo bene quella storia.

Questi film che raccontano gli eventi seguiti all’assalto di Settembre Nero alle Olimpiadi di Monaco, e la storia di quella vendetta ordita dagli Israeliani per ritorsione mi aveva sempre affascinato. Forse anche per questo quello che poi seguì ebbe gioco facile nella mia mente, ormai impegnata ad interpretare uno di quegli agenti dell’Operazione Collera di Dio.

Gli israeliani avevano qualità tecniche e di conoscenza superiori alle mie, e mi aiutarono ad acquisire conoscenze sull’ingegneria sociale, sui bot, sui linguaggi, su come risolvere e segnalare problemi di bug nel software. Ma soprattutto mi spiegarono come interagire con le board, con i social, come fingersi una cosa quando invece si era e professava tutto l’opposto.

Avevano già allora software di riconoscimento facciale avanzati, uno del loro gruppo lavorava per lo Shin Bet presso gli Uffici dell’Immigrazione all’Aereporto di Tel Aviv, mi spiegò l’uso del software che utilizzava:

Mi chiamavano Navigatore di Primo Livello. Diventai così uno PsyOp, un Operativo adetto ad operazioni di psicologia condotte su Internet. Mi tennero sempre all’oscuro di altri europei come me nelle loro divisioni, questo non sono mai riuscito a scoprirlo, ma non mi chiesero mai di intraprendere alcuna azione di reclutamento per niente e nessuno.

Mi distinsi subito tra le prime operazioni affidatemi.

Feci chiudere diversi Siti Neo Nazisti, prevalentemente di base negli Stati Uniti e in Canada.

Durante il corso di quelle operazioni capitai un sito web neonazista di un ragazzo dell’Iowa. Lo feci chiudere, generalmente la tattica era fingersi un esponente di una fantomatica agenzia sionista per la repressione dei Fenomeni d’Odio su Internet, ma usavamo anche altre tecniche, i più esperti impersonavano firme legali, anch’esse inesistenti sulla carta, ma vere ed attive sul web.
Qualche giorno dopo ritrovai il dominio e di lì a poco il ragazzo ripristinò la pagina ma con una scritta che recitava qualcosa tipo: “Il mio Ex Professore di Storia mi ha denunciato e le autorità hanno forzato l’hosting a chiudere il mio sito, quel bastardo me la pagherà caramente[…]” dilungadosi poi in una serie lunga di insulti.
Questa cosa mi lasciò un pò sbigottito. Sapevo che non era stato il suo Professore di Storia, ma Io, ho ancora l’eMail di quel Provider che mi ha creduto chissà chi e immediatamente ha messo fuori il servizio per quell’utente.

La cosa non mi piacque. Ma che stavo facendo? Perchè ero diventato un censuratore?

Un Assassino della Libertà di Stampa? Proprio Io?

Da lì si accesero tensioni con altri membri israeliani del gruppo, specialmente con un testa di cazzo, nome in codice Maximus, che già mi stava sulle palle dall’inizio: un ebreo con un nome romano, ma che cazzo.
Ma il culmine e la rottura avvenne quando mi permisi di criticare la passeggiata di Ariel Sharon alla Spianata delle Moschee avvenuta sei anni prima e che diede inizio alla Seconda Intifada.
Volarono parole grosse, tutti urlarono, tranne Zappatta che rimase in silenzio, e che fu il primo e l’ultimo che salutai prima della mia partenza dalla “Terra Sacra”.

Portai Bullhorn con me nel gruppo [Omissis].

Il vero nome di Bullhorn era David. Lui veniva dall’Ucraina, abitava vicino Prypjat, che alcuni di voi sapranno essere la Città a soli due chilometri dalla famigerata Centrale di Chernobyl.

La madre, la sorella ed il nonno, approfittarono della Legge del Ritorno e andarono in Israele quando David era ancora un bambino, ed era anche molto malato, suo padre invece rimase in Ucraina dove continuò a sbronzarsi con la vodka.

David mi raccontò che il nonno non riusciva a trovare lavoro una volta giunto in Israele benchè un bravo elettricista perchè non sapeva parlare in ebraico.

Abitava ad Ashqelon nel distretto di Negev, a Nord di Tel Aviv.
Un giorno mi chiamò terrorizzato dicendo che vicino casa sua i palestinesi stavano bombardando con razzi. L’unica cosa che mi venne in mente di fare in quel momento fu di armare un remailer con un messaggio per far cessare le ostilità palestinesi su Ashkelon indirizzato al Ministero degli Esteri Iraniano. Dopo 24 ore la loro mailbox era fuoriuso, e i razzi non piovevano più sulla testa di Bullhorn.

La sorella di Bullhorn aveva la mia età ma non mi era mai piaciuta, lei e il marito si separarono dopo 6 giorni di matrimonio, qui le foto.

Mazal tov!

David faceva l’ultimo anno di scuola, lo avevo visto crescere da quando aveva 15 anni. Eravamo molto legati, lo vedevo come un fratello più piccolo. Per certi lavori che eseguivo su Internet allora come consulente informatico facevo lavorare pure lui per fargli guadagnare qualcosa.
Quando ricevette le prime 80 euro ricordo che andò da sua madre e gli gridò: “Guarda questi Euro che arrivano dall’Italia, Tu che dici che non concluderò mai nulla su Internet!”

Dopo che la scuola terminò, David dovette affrontare il servizio militare, lì dura tre anni.

Come era prevedibile lì David cambiò radicalmente. Una volta finito il suo servizio patriottico entrò alla Hewlett Packard e dimenticò del suo amico di avventura e sventura italiano.

Da allora mi convinsi che non solo non avrei più avuto “amici” in Israele ma che quel mondo e quella cultura non mi interessavano più poichè fondamentalmente non mi erano mai appartenuti,

e ritornai a casa.

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ΜEδουσα