Editoriale : La Paura dell’Ignoto è La Fine della Lotta per la Vita, La Massa Capitale sta Implodendo

La platea. Una maggioranza di ritardati, illetterati, passivi, effeminati, falsi intellettuali, disinformati, promotori di fake news, solipsisitiche sgualdrine, business men dall’aviogetto crudo e stupido.

Lo so. Provengo dall’esercitare un esperimento generale socio-distopico sulla massa di uno stupendo paese pieno di stupidi abitanti. Un esperimento finito. I cui risultati non potevano non essere negativi anche se si partiva dalla presunzione e dal presupposto che si sperava che ci fossero note di positività alla sua fine.
Il fatto che i villagers, i commoners, siano illetterati e che non capendo quello che ho finora fatto, scritto, ridano dimostra quanto questi esseri valgano nella scala evoluzionale terrestre.

Ditemi, cosa c’e’ da ridere? Quando per puro sbaglio ho preso frammenti dalle vostre stupide pagine di facebook che appartengono ad altrettando stupidi utenti NON SONO STATO FORSE MINACCIATO FIN SOTTO CASA? Quale è il parametro esatto del giudizio della massa? O del pregiudizio innato?
Se facessi screenshot DELLE BOIATE, DEI SELFIE, DELLE UNIVERSALI VOMITATE CHE POSTATE ONLINE NON RIDONO GIA’ TUTTI ANCORA PRIMA DI POSTARE QUESTE? Non sarò di nuovo minacciato fin sotto casa? Non vi vergognate ad avere account facebook pieni di immense porcherie che pensate che nessuno veda QUANDO INVECE VEDONO E LEGGONO TUTTI? Non provate vergogna ad essere profondamente ridicoli? A non sapere reggere un confronto pubblico? Perchè nessuno di questa massa può affrontarmi, o è mai stata in grado di farlo, se non con minacce, violenza, querele senza senso se non una palese sconoscenza dell’uso della grammatica italiana rigirata in una malafede altrettanto palese.

Il capitalismo sta implodendo, ne vedete tutti gli effetti. Il capitale ha alimentato e foraggiato qualcosa di totalmente immateriale, un incubo distopico.
Di quest’incubo distopico ne parlano apertamente i leader della sinistra, i marxisti. Ma non parlano di come superarlo, ma di come amarlo, abbracciarlo, farsi divorare dalla nostra nemesi.

L’umanità sa dove sta andando, finge di non saperlo perchè ha paura dell’alternativa. E questa paura è stata generata come effetto pavloviano di imprinting nell’educazione dei pargoli fin dalle generazioni post-belliche occidentali.

Avere paura dell’ignoto è avere paura della lotta stessa per la vita.

La Televisione porta materia davanti  agli occhi che non è affatto reale. Al più immagini di un ipersessualismo di plastica definitiva.

La decadenza è necessariamente nichilista, priva di lotta, un’esperienza umana si riduce alla stimolazione fisica.
Perfino gli animali hanno responsabilità. Ma togli queste responsabilità agli uomini e cosa avrai?
Illusioni, e violente disperazioni. Bombe a tempo.

Gli animali “acquistano” cibo attraverso la lotta. Gli animali si riproducono. Gli animali si prendono cura dei loro piccoli. Gli animali difendono il territorio. Gli animali si prodigano affinche’ la loro progenie possa dominare il loro ambiente, trionfare su altre forme di vita.

Ma gli uomini e le donne che stanno facendo questo ormai sono una minoranza.

Stiamo raggiungendo il picco come esseri umani in cui saremo totalmente privi di qualsiasi responsabilità, in cui esisteremo semplicemente come macchine dell’estremo piacere, che si confonderà, o è già confuso con il dolore.

E’ un’era demoniaca, una bolgia festaiola che divora la notte e che divora il giorno, una lunga notte di banchetti, e innumerevoli degenerazioni prima del crollo, nel sonno vero e proprio. Al risveglio gli umani si accorgono di essere stati mutati in ovini, e tenteranno di tornare indietro ma con quale responsabilità?

Mangiamo cibi grassi e zuccherati, ci masturbiamo davanti alla pornografia, prendiamo pillole e continuiamo a guardare la televisione. Nient’altro.

Tutto nella società consumistica sta raggiungendo questo tipo di nirvana per nullità da diporto,
dove l’unica esperienza è quella di premere pulsanti. Il capitalismo è la fine della lotta della vita.

Attendiamo la singolarità o attendiamo l’estinzione.

 

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ΜEδουσα