Vaccini : Terzo Cambiamento Totale di Rotta, Puntiamo Tutto sullo Janssen

L’Astrazeneca ha fallito. Fa coagulare troppo il sangue, nei soggetti con alto colesterolo, e predisposti sta risultando fatale. Ma c’e’ un’ultima speranza.

IlFattoQuotidiano:

Monodose, a vettore virale, con conservazione fino a 2 anni a -20 gradi e per 3 mesi da 2 a 8 gradi per 3 mesi. Il vaccino della Janssen, divisione farmaceutica della Johnson&Johnson, entra a far parte del club dei vaccini approvati dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) dopo Pfizer e Moderna (Rna messaggero ed efficacia oltre il 90%) e Astrazeneca (a vettore virale e ora raccomandato anche gli over 65). Una notizia che per l’Unione europea, salvo nuovi casi di taglio di dosi, significa 200 milioni di dosi di cui 27 per l’Italia. L’Ema ha raccomandato l’autorizzazione condizionata al commercio in Ue per persone dai 18 anni d’età in su. Il disco verde arriva sulla base della valutazione degli esperti del comitato Chmp dell’Ema, che ha concluso che i dati del prodotto “sono solidi e rispondono ai criteri di efficacia, sicurezza e qualità”. “Le autorità di tutta l’Unione europea avranno un’altra opzione per combattere la pandemia e proteggere la vita e la salute dei loro cittadini- dice Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Ema – questo è il primo vaccino che può essere usato in dose singola”. E la Commissione europea ha dato l’autorizzazione per il mercato al vaccino come scrive la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, su Twitter.

I dati di efficacia del vaccino: “100% dei casi ha evitato la morte” – I dati, pubblicati a fine gennaio, mostrano che il siero ha un’efficacia del 66% nel prevenire la malattia, nell’85% dei casi previene le forme più gravi di Covid che richiedono ricovero in ospedale mentre nel 100% dei casi evita la morte. Dal settimo giorno comincia la protezione degli anticorpi. Al 28esimo giorno è dell’85%. Il vaccino è stato testato in Sudafrica e Brasile. I dati di massima sicurezza ed efficacia si basano su 43.783 partecipanti che hanno portato a 468 casi sintomatici. Il composto ha funzionato meglio negli Stati Uniti, con un’efficacia del 72% contro il Covid da moderato a grave, rispetto al 57% in Sudafrica, contro la variante del virus più contagiosa. Il 41% dei partecipanti allo studio presentava comorbidità associate a un aumentato rischio di progressione della malattia grave come obesità, diabete di tipo 2, ipertensione, HIV e nello studio erano presenti anche altri partecipanti immunocompromessi.
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Lo Janssen si basa sulla stessa biotecnologia dell’Astrazeneca, Adenoma. Ma risulta più tollerabile, almeno nei test è andata così.

QuiFinanza:

Come funziona il vaccino Johnson & Johnson

Il virus SARS-CoV-2 è costellato di proteine ​​che utilizza per entrare nelle cellule umane. Queste cosiddette proteine ​​spike sono il bersaglio che i vaccini e i vari trattamenti cercando di abbattere. Il vaccino Johnson & Johnson si basa sulle istruzioni genetiche del virus per la costruzione della proteina spike.

Ma, a differenza dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, che memorizzano le istruzioni in RNA a filamento singolo, questo utilizza DNA a doppio filamento.

I ricercatori hanno aggiunto il gene per la proteina spike del Coronavirus a un altro virus chiamato Adenovirus 26. Gli adenovirus sono virus comuni che in genere causano raffreddori o sintomi simil-influenzali. Il team di Johnson & Johnson ha utilizzato un adenovirus modificato che può entrare nelle cellule ma non può replicarsi al loro interno o causare malattie.

I vaccini a base di adenovirus per Covid-19 sono più robusti dei vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna. Il DNA non è fragile come l’RNA e il rivestimento proteico dell’adenovirus aiuta a proteggere il materiale genetico all’interno. Di conseguenza, il vaccino Johnson & Johnson può essere conservato per un massimo di tre mesi a 2-8 °C.

Le reazioni al vaccino Johnson & Johnson

Le reazioni al sito di iniezione e sistemiche alle vaccinazioni si sono verificate il giorno dell’immunizzazione o il giorno successivo e generalmente si sono risolte entro 24 ore.

Gli eventi avversi più frequenti che si sono verificati – effetti collaterali da lievi a moderati tipicamente associati alle vaccinazioni – sono stati affaticamento, mal di testa, mialgia e dolore al sito di iniezione. La reattività era più bassa nel gruppo di età più avanzata.

Sono stati segnalati cinque eventi avversi gravi in seguito al vaccino, ma quattro non riconducibii ad esso: un partecipante ha avuto una febbre associata alla vaccinazione, e si è ripreso entro 12 ore. Gli altri quattro casi sono stati confermati dai ricercatori dello studio come non correlati al candidato vaccino.

 

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ΜEδουσα