Cinema e Distopia : Black Mirror, La Serie TV Presciente che Carica Un Futuro in Frantumi dell’Umanità

Black Mirror è una serie TV britannica che attraverso racconti in episodi simula con prescienza ciò che attende l’umanità. All’apice del progresso tecnologico c’e’ l’epitome dellos trazio morale ed etico dell’umanità.

Ogni episodio è disconnesso dagli altri, così come i personaggi, sempre diversi per ogni episodio.
L’unico filo conduttore che unisce gli episodi di questa dirompente serie è il rapporto tra tecnologia e società, l’uso massiccio dei social media, degli smartphone, Internet, tecnologie sempre più usate in chiave transumanista, gingilli ed archingegni non del tutto inventati oggi, ma potenzialmente disponibili nel prossimo futuro.

Ad esempio, la possibilità di parlare con una persona cara defunta, dopo la sua morte è già possibile, questo programmatrice, dopo aver perso il fidanzato in un incidente, ha sviluppato un software che gira attraverso un’IA. Questa donna è stata spinta ad usare la tecnologia per riportare in vita, o cercare di farlo, il suo uomo, cosa non diversa da antichi rituali magici dell’Era Hyperborea, e questa faccenda con i suoi risvolti è anche alla base di un episodio di Black Mirror.

Anche la storia di un Baby A.I. primordiale con apprendimento on-the-fly, suggerisce che le interazioni tra gli esseri umani e queste imminenti tecnologie transumaniste e virtuali sono un qualcosa di sconosciuto ma che presto si sta già concretizzando.

Tra gli altri esempi, il Brevetto US6506148: Manipolazione del sistema nervoso da campi elettromagnetici da monitor, ovvero: uno stimolatore elettromagnetico in grado di agire sul sistema nervoso centrale attraverso l’utilizzo di campi magnetici generati da qualsiasi tipo di monitor (TV, Computer, Smartphone, ecc.) per manipolare la mente umana. Anche in questo fatto reale Black Mirror ha voluto giocare con la sua puntata.

Gli insetti cyborg, anch’essi protagonisti di un episodio, sono già una realtà.

O i cani robot, killer o meno, sono anch’essi realtà, già trattati in Black Mirror.

Synapse dell’IBM, è un sistema che usa RFID Chip, questo funge da carta magnetica al posto della tradizionale carta magnetica del bancomat, o della Carta ID Elettronica, implementando chissà quante altre funzioni, anche remote: voto a distanza, sondaggi, ecc. Tutta roba hackerabile, e B.M. va in fondo , o tenta, alla questione.

Ma in fondo anche i libri, o i grandi libri, sono stati “hackerati” nel corso della Storia passata.

La possibilità di registrare la memoria del proprio cervello come oggi registriamo, copiamo, scarichiamo, trasmettiamo dati su hard disk, dischi a stato solido, su server, su Internet, diventerà presto una realtà perchè questa tecnologia si sta sviluppando, è in corso d’opera.

Ma quali sono le implicazioni etiche, e i riflessi condizionati che appariranno simultaneamente nelle nostre diverse e squilibrate società? Gli stessi che stanno apparendo oggi: la tecnologia che viene usata per uccidere, deridere, umiliare, rubare, e condurre gli esseri umani sulla via del peccato, della degenerazione. E cosa se gli stessi Governi avallassero questi metodi legalmente? Ma sta già avvenendo…I governi sono complici delle compagnie Big Tech, ai Governi non frega nulla se vostra figlia si è suicidata interpretando la parte di una giocatrice di un reality sugli impiccati e/o strangolati.

Già molti di queste interazioni si possono accertare, perché sono già accadute, e accadono: come il conformismo nell’uso degli smartphone, dei selfie, la voglia di apparire, l’illusione di guidare o divulgare i propri pensieri e sentimenti come se tutti questi utenti si fossero trasformati in primi giornalisti, primi politici, primi opinion leader, primi attori, prime attrici, primi modelli, prime fotomodelle e prime varie celebrità.

La dipendenza dall’uso smodato di queste “illusioni di perfezione” che coprono l’imperzione e la miseria della realtà che vivono questi utenti non ha nulla da invidiare alla dipendenza dalle droghe comuni: si finisce di vivere la propria vita come un’esperienza mistica, di conoscenza, di virtù, si finisce di guardarsi intorno, di relazionarsi con il prossimo, l’utente non più uomo rimane su una panchina a guardarsi premere micro miraggi di tasti su scatole di vetro piatto, coperti di plastica e metallo sottile, così finisce di osservare la natura e di accettarla come la sola ed unica realtà bidimensionale e tridimensionale ologrammata dal suo cervello.

Ecco perché a chi è già consapevole di questa illusione buddista piacerà questa serie ma non troverà davvero nulla di nuovo alla fine di ogni episodio, perché conosce già la fine e il fine, mentre chi non è a conoscenza del fatto che stiamo andando proprio in quella direzione come umanità invece troverà questi episodi molto inquietanti, spiacevoli, perfino disgustosi e amari.

Ma anche le medicine o le erbe che curano varie malattie sono amare, la vita stessa è sempre stata dolce e amara, e nessuna tecnologia potrà mai cambiare questo duplice aspetto, o almeno fino a quando quest’unica vita che conosciamo sarà la vita nella carne che si muove e pensa così come oggi la conosciamo.

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ΜEδουσα