Caso Martina Rossi : La Società Italiana Accetta di Avere Stupratori Liberi di Circolare a Piede Libero

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Ecco quello che faremo agli stupratori delle donne, e agli stupratori della Società.

Il caso di Martina Rossi mi ha sempre commosso.

Un padre anziano, un’unica figlia, la bellissima Martina, giovane, ancora nei teneri anni della sua vita, innocente…

Inseguita da dei sporchi depravati e pervertiti stupratori Martina è caduta da un balcone, sicuramente per arrivare sul balcone deve essere stata in preda ad un puro terrore, aveva la convinzione che quei pezzi di merda stavano per fare quello che avrebbero fatto, il suo corpo tuttavia sebbene non violato da quei maiali è stato restituito a Dio ancora puro, ed ora è Dio che ci dice di vegliare su questo crimine, due volte orrendo, in tutta la sua gravità bestiale.

Non siamo stati concepiti per vivere come le bestie, come questi stupratori, questi maiali non hanno diritto, o più diritto, di rimanere in una società che si rispetti.

Eppure i marxisti vi diranno il contrario, perchè i marxisti proteggono la degenerazione degli individui, la cullano. Ed anche i fascisti dove sono? Gli stupratori d’eccellenza. Benito Mussolini ebbe varie denunce per stupro, e decine di segnalazioni per violenza sulle donne, il fascismo ha santificato così lo stupro.

Marxisti e fascisti a braccetto per l’ignominia di soli 3 anni a degli stupratori assassini, e pure con il rischio-beffa della prescrizione. Se fosse stata la figlia di Napolitano? La Giustizia in questo paese si fregia ancora di una dignità?

Ma lasciate che vi dica cosa farei Io a questi stupratori.

Un vero maiale , non troviamo la foto dell’altro ma la troveremo.

Non basta che li cerchiate su facebook per scrivere loro della merda.

Nessuno deve farli più lavorare. Se hanno aziende allora lo Stato gliele deve chiudere, se sono professionisti, come geometri, ingegneri, allora devono essere buttati fuori dagli ordini, la cittadinanza deve essere loro tolta, e malgrado espatrino, dossier sulle loro persone poco raccomandabili saranno spediti in tutte le nazioni dove questi porci tenteranno di riparare.
Le loro famiglie devono venire anch’esse perseguitate con ogni tipo di vessazione pubblica e privata.

Questi porci non hanno alcun diritto di vivere in una Società.

Ma cosa accade ora in Italia dopo che è stato stabilito che questi due sono almeno due dei maiali che inseguivano Martina per stuprarla…

NIENTE….

Ecco cosa accade per la Legge di una Società come quella marxista italiana.

NIENTE.

Posso garantirvi che se me li trovassi davanti li prenderei a colpi di bloccasterzo sulla faccia e poi sulle parti che questi porci usano per pisciare. E se in molti la pensassero come me sarebbe lo Stato stesso a metterli su una zattera e dire loro goodbye…in mare aperto.

Perchè malgrado quello che i talk show marxisti della TV italiana vi raccontano…esistono ancora persone, individui, cittadini di questo schifoso posto che si rifiutano di vivere in una società in mezzo a stupratori LEGALIZZATI DALLA LEGGE A VIVERE TRA NOI TUTTI.

Gli stupratori e i killer seriali, o i pluri-assassini delle mafie, dovrebbero essere usati come cavie in laboratorio per gli esperimenti al posto delle scimmie.

Ecco il loro unico utilizzo che apporta beneficio per la loro esistenza nella Società che ho in mente, e che dovrebbero avere in mente tutti quelli che si rifiutano di avere accanto nella Società degli sporchi sudici stupratori: utilizzare le vite di questi imperfetti esseri per la perfezione dei loro simili.

Le loro vite avrebbero ancora un senso, la pena di morte sarebbe evitata o meglio utilizzata a scopo clinico, e anche le nostre vite avrebbero ancora un senso …in una tale e certa Società che si degna di chiamarsi tale.

IlFattoQuotidiano:

“Bisognerebbe che un po’ tutti pensiamo che nel nostro Paese chi causa la morte di una donna nel tentativo di violentarla può essere condannato solo a tre anni, dopo dieci anni”. Così Bruno Rossi, esausto ma soddisfatto dell’esito della sentenza dell’appello bis con la quale la Corte di Firenze ha condannato in secondo grado Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi per il tentato stupro ai danni di Martina, figlia ventenne di Bruno, 81 anni e una vita sulle barricate con il sindacato e i collettivi portuali di Genova. All’uscita del palazzo di giustizia anche la mamma Franca Murialdo, ex-insegnante con la quale hanno voluto salutare e ringraziare un gruppo di attiviste che avevano atteso l’esito del processo con uno striscione di solidarietà contro la prescrizione per i casi di stupro.
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“Certamente ricorreremo in Cassazione e abbiamo diverse versioni, diverse ipotesi di come sono andati i fatti secondo i nostri assistiti, che li vedono completamente innocenti – ribattono i legali degli imputati”. Per i genitori di Martina Rossi il problema è che per arrivare a una sentenza abbiano dovuto attendere dieci anni: “Bisognerebbe rivedere un sistema che, in questo modo, consente di avere verità e giustizia solo a chi ha la tenacia di non mollare ma anche i soldi per sostenere tutti questi procedimenti, ma la giustizia non può essere riservata a chi ha i mezzi economici per poterla cercare”.
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Ora ci saranno da attendere le motivazioni della sentenza e il probabile nuovo passaggio in Cassazione, per evitare che anche il campo di imputazione di “tentativo di stupro di gruppo” cada in prescrizione come già prima avvenuto per “omissione di soccorso” e “morte come conseguenza di altro reato”. La tagliola della prescrizione sulla tentata violenza sessuale scatta al decimo anno dai fatti, nel caso di Martina il prossimo agosto.

 

Lo Stato si deve vergognare, la Società italiana tutta si deve vergognare.

Vogliamo vivere con gli stupratori legalizzati tra di noi?

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ΜEδουσα